Esce dal carcere e riprende a spacciare "coca": giusto un mese fuori e torna in cella

A fine 2014 aveva terminato la sua pena, quasi 5 anni tra carcere e affidamento in prova ai servizi sociali. Giusto il tempo per passare le feste natalizie assieme alla famiglia e per lui si è riaperta subito la porta del carcere per spaccio di droga

A fine 2014 aveva terminato la sua pena, quasi 5 anni tra carcere e affidamento in prova ai servizi sociali. Giusto il tempo per passare le feste natalizie assieme alla famiglia e per lui si è riaperta subito la porta del carcere, d'altra parte, terminata la pena, si era subito rimesso nel suo “business”: lo spaccio di droga. Si tratta di un marocchino di 34 anni finito in manette nel pomeriggio di giovedì nella zona di Martorano, assieme ad un cognato che lo “aiutava” nell'attività di spaccio. Nel blitz sono stati sequestrati anche 130 grammi di cocaina e mille euro in contante, provento probabile dell'attività illecita.
 

La Squadra Anticrimine del Commissariato di Cesena, assieme alla Squadra Mobile della Questura di Forlì hanno chiuso una breve ma proficua attività di indagine con due arresti. Uscito dal carcere, il 34enne magrebino, residente in centro, aveva ripreso a spacciare cocaina. Non spaccio al dettaglio, ma quantitativi anche di alcune decine di grammi a spacciatori di piccola taglia che poi rivendevano al dettaglio. Il centro della sua attività era Martorano. Consapevole del rischio a cui andava incontro, essendo un volto molto noto alle forze dell'ordine, era molto attento e guardingo, controllava svariate volte i luoghi degli incontri fissati per la cessione dello stupefacente. Questo ha reso difficile l'appostamento della polizia, che hanno dovuto agire con la massima discrezione.
 

Il “modus operandi” dello spacciatore era poi quello di muoversi senza la droga e solo quando il “contratto” era stato definito, e si doveva passare alla consegna, interveniva il cognato, marocchino di 27 anni, residente a Borello, per portare fisicamente la cocaina all'acquirente. Ma una volta che i poliziotti hanno inquadrato il momento del passaggio della droga, intorno alle 17 di giovedì, è scattato il blitz. I due marocchini, a bordo di una Mercedes Classe A hanno tentato di scappare speronando anche la polizia. Tuttavia, l'arrivo di tutte le macchine disponibili per l'accerchiamento ha fatto desistere i due. La droga si trovava occultata sotto la scatola del cambio dell'auto. Si tratta di circa 130 grammi di coca suddivisa in due pacchetti. Entrambi sono stato ammanettati e nelle successive perquisizioni domiciliari sono emersi altri 2,5 grammi di cocaina nella casa del cognato, forse un quantitativo che quest'ultimo smerciava in proprio.
 

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SQUILLA IL TELEFONO DELLO SPACCIATORE  IN CONFERENZA STAMPA: ERA UN CLIENTE. L'attività di spaccio per i due marocchini era particolarmente florida. La polizia ipotizza che riuscivano a fare uno smercio di cocaina al giorno (quindi almeno un migliaio di euro al giorno di guadagno). Il marocchino era così ricercato dai suoi clienti che anche stamattina, durante la conferenza stampa, il telefonino usato per lo spaccio ha preso a squillare davanti a giornalisti e poliziotti: un probabile “cliente” che richiedeva la droga, senza sapere che quel telefonino era nelle mani degli agenti in Commissariato.

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