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Nell'Asp ci sono ancora più di 70 lavoratori a tempo determinato, siglato l'accordo per le stabilizzazioni

Per la presidente dell'Asp Baredi "La pandemia ha messo in luce l’importanza di poter contare su una sanità e su strutture assistenziali pubbliche in grado di affrontare le criticità"

L’Azienda pubblica dei servizi alla persona del distretto Cesena-Valle Savio nei prossimi tre anni avvierà un percorso di consolidamento dell’organizzazione dei servizi avvalendosi di un numero sempre maggiore di operatori esperti in attività sociali e socio-educative a tempo indeterminato. Proprio per questo il consolidamento avverrà attraverso percorsi di stabilizzazione. È questo uno dei punti approvati questa mattina, lunedì 4 gennaio, e contenuti all’interno del nuovo Protocollo d’intesa dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona del distretto Cesena Valle Savio sottoscritto dal Presidente dell’Unione dei Comuni Valle Savio Enzo Lattuca, dall’Assessore al Bilancio Enrico Cangini, dalla Presidente di Asp Elena Baredi e dalle organizzazioni sindacali di settore FP Cgil, Cisl FP e Uil FPL.

Al 31 dicembre 2019 l’Azienda pubblica conta 202 dipendenti, 130 dei quali a tempo indeterminato e 72 a tempo determinato. Nel corso di dieci anni il personale a tempo indeterminato è aumentato del 100%. “Nel corso di questi anni – commenta la Presidente Asp Elena Baredi – abbiamo investito in modo considerevole nell’assunzione di risorse addette all’assistenza e ai servizi educativi che operano sul territorio dell’Unione dei Comuni Valle Savio. La crescita del personale dipendente, nel corso dell’ultimo triennio, gode di un incremento di oltre 30 risorse. Al fine di incrementare notevolmente la dotazione del personale dipendente, sia a tempo determinato che indeterminato, Asp si è dotata di importanti strumenti di selezione del personale bandendo diversi concorsi pubblici, attraverso i quali è stato possibile ridurre sensibilmente il ricorso ad apposita agenzia per la fornitura del personale a tempo determinato, pur mantenendo gli elementi di flessibilità organizzativa indispensabile a garantire l’adeguata risposta all’evolvere dei bisogni espressi dal territorio. Le politiche del personale in una Azienda di servizi alla persona – prosegue Baredi – impone una profonda riflessione sulle azioni di valorizzazione delle risorse umane e, in particolare, occorre concentrarsi oltre che su un’attenta selezione e valutazione del personale, anche sui percorsi di formazione e sviluppo delle competenze e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

“La straordinarietà di questi ultimi mesi e l’emergenza della pandemia – continua la Presidente – hanno messo in luce l’importanza di poter contare su una sanità e su strutture assistenziali pubbliche in grado di affrontare le criticità. Asp deve guardare alle nuove frontiere dei servizi alla persona cogliendo le diverse occasioni di tutela degli ultimi e assicurando alla nostra comunità un numero di personale funzionale al bisogno e, complessivamente, un personale preparato e umanamente vicino alle famiglie che necessitano di una piena socio assistenza territoriale”.

“La qualificazione e l’alta qualità dei Servizi portati avanti da questi lavoratori nel corso degli anni – commentano le Organizzazioni sindacali – meritano il giusto riconoscimento. Primo fra tutti il superamento di un precariato non adeguato alla continuità e alla qualità dei servizi portati avanti da questi lavoratori. Il protocollo è però solo un primo passo al quale deve seguire un percorso di stabilizzazione del personale oggi presente utilizzando tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione, prima fra tutte la stabilizzazione diretta prevista dalla Riforma Madia. Questo percorso, che si svilupperà in più anni, dovrà prevedere il superamento del precariato storico e il consolidamento di servizi strategici che l’Asp continuerà a garantire a favore della collettività”.

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