Il figlio del boss andava a spasso con un tesoretto di soldi falsi

Gli inquirenti sospettano che quel denaro servisse al giovane per l'acquisto di una partita di stupefacenti

Due buste, contententi ciascuna 15mila euro, sono costate la denuncia a piede libero al figlio del boss e all'amico che viaggiava con lui. Ad essere arrestato dal personale della Polizia Stradale di Cesena è stato Alessandro Gasi, figlio 24enne di Agim Gasi, a cui nel 2015, la Divisione anticrimine della questura ha sequestrato 5 unità immobiliari, tra Rimini, Campobasso e Milano ritenendolo il "Re dei re dello spaccio internazionale". Gli inquirenti sospettano che quel denaro servisse al giovane per l'acquisto di una partita di stupefacenti.

Lunedì pomeriggio la pattuglia della Stradale aveva notato la Punto, sulla quale viaggiava il 24enne e Xhuljo Rustem, 27enni albanese residente a Rimini e già noto per reati legati allo spaccio. Il nervosimo dei due ha fatto scattare una perquisizione dell'abitacolo e, sotto il sedile del guidatore, sono spuntate le buste coi contanti contraffatti. In un primo momento Gasi ha cercato di convincere gli agenti che si trattava di denaro guadagnato onestamente come venditore ambulante ma, dagli accertamenti, è emerso che si trattava di banconote contraffatte. La successiva perquisizione nelle abitazioni dei due, eseguita dalla squadra Mobile di Rimini, non ha permesso di trovare ulteriore materiale compromettente ed, entrambi, sono stati rilasciati dopo la denuncia a piede libero.

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