Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Aumenta drammaticamente la povertà: 300 famiglie in più in carico ai Servizi sociali

Sono i dati - aggiornati al 31 dicembre 2013 - dell'attività dei Servizi sociali, dietro ai quali si nascondono le nuove, significative emergenze a cui l'Amministrazione comunale ha dovuto rispondere per far fronte al dilagare della disoccupazione - fino ai quasi 9.000 inoccupati attuali

Più 300 famiglie in carico rispetto al 2010 (in totale ad oggi sono 1.588); aumento delle persone con disabilità seguite dai servizi, che in un anno sono passate da 452 a 487; calo degli anziani che si rivolgono ai servizi (da 2.250 a 1.913), probabilmente a causa della scelta di tante famiglie di non delegare loro assistenza più a persone esterne. Sono i dati - aggiornati al 31 dicembre 2013 - dell’attività dei Servizi sociali, dietro ai quali si nascondono le nuove, significative emergenze a cui l’Amministrazione comunale ha dovuto rispondere per far fronte al  dilagare della disoccupazione – fino ai quasi 9.000 inoccupati attuali – ed al progressivo aumento di situazioni di indigenza e fragilità sociale, frutti amari della crisi economica, scoppiata in città nel 2010.

E se fino ad allora la rete dei servizi sociali costruita nei decenni precedenti è cresciuta senza soluzione di continuità, in un contesto in cui la qualità della vita presentava livelli di eccellenza, il nuovo quadro ha imposto un cambio di prospettiva. “A causa della crisi economica – intervengono il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti – abbiamo sviluppato i percorsi di inserimento al lavoro modificando le modalità di relazione con le famiglie e concedendo contributi economici a fronte della disponibilità delle persone di mettersi in gioco dal punto di vista professionale. Le 154 borse lavoro, triplicate in meno di quattro anni, hanno rappresentato una risposta molto efficace”.

“Ma a preoccuparci molto – proseguono Sindaco ed  Assessore – sono quelli che possiamo ormai ritenere gli effetti permanenti delle difficoltà economica e sociale che caratterizzano questo tempo: la città si è impoverita. Aumentano gli sfratti esecutivi, i disoccupati ormai cronici (come altro definire uomini e donne ultraquarantenni espulsi già da qualche anno dal mercato del lavoro?), le situazioni di povertà estrema che si vedono ai margini delle nostre strade e che hanno portato il Comune ad aprire il primo centro di accoglienza notturna della città: da novembre 2013 ad oggi sono già 159 le persone ospitate”.

Negli ultimi anni, il Comune ha trovato risposte, anche strategiche e strutturali, a nuovi bisogni e lo ha fatto continuando ad investire sul sociale senza tagliare ed, anzi, impiegando più risorse, come accadrà anche con il bilancio di previsione 2014. Nello specifico, la spesa per i servizi alle persone passa da 17.500.000 circa ad oltre 21.500.000, con un incremento per i Servizi sociali di 1.640.000 euro: a beneficiarne anziani, minori, persone con disabilità, famiglie e persone in situazione di marginalità sociale.

E’ tuttavia importante ricordare che gli sforzi fatti fino ad oggi per mantenere la coesione sociale cesenate non avrebbero sortito gli stessi effetti se il Comune non avesse potuto lavorare fianco a fianco con il terzo settore ed il volontariato, che gestiscono il 70% dei servizi sociali; il restante 30%, nello specifico, è suddiviso fra ASP Cesena Valle Savio (15%) e Comune/ASL, che coprono un altro 15%, rappresentato esclusivamente dall’attività delle assistenti sociali.

“Il sistema pubblico-privato che si occupa di sociale a Cesena – concludono Sindaco ed Assessore - è solido, virtuoso, insostituibile. E’ una rete fatta di esperienze, sensibilità professionalità e risorse che ogni giorno, senza tirarsi mai indietro, pensano e progettano nuove risposte a bisogni che mutano ed aumentano. Sarà questa collaborazione, anche in futuro, a costituire l’ancora di salvezza dei nostri servizi e di tutti i cesenati in difficoltà.”

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