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Un Adriatico cristallino? Spiegati i motivi. Ma continua l'allarme per le "bolle gelatinose"

Anche nel 2017, come già accaduto nel 2016 nelle acque marine e in quelle di transizione (Sacca di Goro, Valli di Comacchio, foci di fiumi), è stata riscontrata la presenza di Mnemiopsis leidyi, le noci di mare

Il mare Adriatico gode di buona salute. E' quanto emerge dal monitoraggio dell'Arpae, che, per il 2017, ha evidenziato buone condizioni dello stato ambientale del mare Adriatico della costa emiliano-romagnola. Resta alta l'attenzione invece sulle cosidette "Noci di mare" (ctenofori Mnemiopsis leidyi), organismi gelatinosi simili alle meduse, non urticanti, ma che si nutrono di larve e uova di pesce, che condizionano sensibilmente l’ecosistema marino.

“Le condizioni del mare nel 2017 – spiega la responsabile della Struttura oceanografica Daphne di Arpae, Carla Rita Ferrari – sono state molto buone. Gli scarsi apporti di acqua dolce dai bacini costieri - seguito della siccità che ha causato problemi di approvvigionamento idrico in particolare al settore agricolo - conferma ancora una volta che i fenomeni eutrofici, principali problematiche ambientali dell’area di mare dell'Emilia-Romagna, sono correlati alle condizioni meteorologiche e alle pressioni antropiche derivanti dai fiumi che sfociano in mare”.

"Il 2017 - prosegue Ferrari - è stato condizionato dalle eccezionali condizioni meteorologiche verificatesi durante l’anno, caratterizzate da siccità prolungata e da elevate temperature. Il deficit precipitativo registrato lo scorso anno ha determinato da un lato seri problemi di approvvigionamento idrico, in particolare nel settore agricolo, ma dall’altro ha apportato una sensibile riduzione di apporto di acque dolci dai bacini costieri, con conseguente ricaduta positiva sullo stato ambientale del mare. Tale condizione si è mantenuta costante durante tutto l’anno nelle aree centro-meridionali, con elevata trasparenza e assenza di fenomeni eutrofici (arricchimento di sostanze nutritive come azoto e fosforo); l’area più settentrionale, maggiormente sensibile ai fenomeni eutrofici per diretta vicinanza con il bacino padano, ha presentato fioriture microalgali anche nella stagione estiva, determinando colorazione delle acque (marroni, verdi) e ridotta trasparenza, favorendo così la formazione di aree con scarso contenuto di ossigeno negli strati a ridosso dei fondali. Il verificarsi di condizioni meteomarine instabili, con mareggiate, ha migliorato e favorito il rimescolamento delle acque lungo la colonna d’acqua".

"Non sono stati registrati casi di inquinamento nei controlli effettuati, sia nell’acqua che nei sedimenti. Non è stata rilevata la presenza di materiale mucillaginoso - continua Ferrari -. Assente anche la microalga Ostreopsis ovata, che può causare disturbi alle vie respiratorie e stati febbrili. Da segnalare l’avvistamento per tutto l’anno della specie di Noci di mare (ctenofori Mnemiopsis leidyi) lungo tutta la fascia costiera, fino a 10 chilometri dalla costa: si tratta di organismi gelatinosi simili alle meduse, non urticanti, ma che si nutrono di larve e uova di pesce, condizionando sensibilmente l’ecosistema marino".

"I dati di Arpae confermano che il Mare Adriatico è in buona salute: un risultato che rappresenta la cartina di tornasole delle politiche messe in campo dalla Regione e dalle amministrazioni locali - afferma l’assessore all’ambiente Paola Gazzolo -. La qualità delle acque è un obiettivo prioritario: significa tutela dell’ambiente, promozione del turismo, della pesca e di tutte le attività economiche che vedono proprio nell’acqua del mare una risorsa preziosa. L’economia blu fa parte a pieno titolo del modello di crescita sostenibile a cui tende la politica green dell’Emilia-Romagna. Quello emiliano-romagnolo è uno dei tratti della costa più monitorati a livello nazionale: per il futuro, tra le azioni più rilevanti rientra il lavoro in corso sul tema delle plastiche con l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po: l’obiettivo è introdurre azioni capaci di limitarne l’apporto dai fiumi, dai quali attualmente deriva il 90% di quelle presenti in mare”.

“La conoscenza della qualità dell’ecosistema marino dell’Adriatico è fondamentale - afferma il direttore generale di Arpae, Giuseppe Bortone - e diventa sempre più uno strumento a supporto del turismo e delle diverse attività produttive, come la pesca. Questo l’impegno costante di Arpae, in linea con le politiche europee di sviluppo sostenibile dell’economia blu e con quelle di strategia per l’ambiente marino. Un patrimonio di conoscenza che contribuisce a valorizzare le zone costiere e il mare della nostra Riviera”.

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