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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Sit-in pro-palestinesi in piazza, il segretario Pd: "Letta ha fatto male a mischiarsi con la destra per Israele"

"Non mi vergogno a dire che non doveva esserci nemmeno il mio segretario nazionale insieme ai leader del centro destra. Sono per chi è ultimo, è oppresso, è più debole, è discriminato"

Per testimoniare il sostegno al popolo palestinese, si è svolta in piazza Amendola sabato, dalle 17,30 alle 19,  la manifestazione promossa da Articolo 1 di Cesena e aperta alla cittadinanza. Commenta Alex Giovannini, segretario Articolo 1 Cesena): “Abbiamo deciso di organizzare questa manifestazione per gridare giustizia e pari dignità tra i due popoli. La pace si può costruire solo in questo modo. Cesena non è una città di astenuti, anche sui temi di carattere internazionale. A Cesena ci sono ancora persone, partiti, movimenti e associazioni che scendono in piazza per le cause dei più deboli, anche se sono distanti migliaia di km. Con il cessate il fuoco concordato, Israele ed Hamas si sono dichiarati entrambi vittoriosi: come si può cantare vittoria dopo 11 giorni di conflitto con 243 morti, di cui 67 bambini? Bene il cessate il fuoco, ora serve una risposta forte e coerente delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e degli stati occidentali. E’ necessario il fermo degli insediamenti, l’applicazione delle risoluzioni ONU e dei diritti fondamentali del popolo palestinese: in definitiva un percorso di pace per queste terre”.

Manifestazione pro-palestinesi a Cesena

Carlo Verona, assessore alla Cultura, pace e pari opportunità del Comune di Cesena aggiunge: “L’Europa non può rimanere come ora in una situazione di silenzio. In questo momento non c’è pace, c’è un cessate il fuoco che non sappiamo quanto potrà durare. Cosa è necessario per poter ottenere la pace? E’ solo attraverso il riconoscimento dei diritti e la giustizia, che noi possiamo arrivare alla pace”. Presente anche Lorenzo Plumari, segretario Partito Democratico Cesena: “Vorrei vedere più piazze Amendola e meno piazze come quelle che abbiamo visto a Roma la scorsa settimana dove, da segretario del Partito Democratico di Cesena, non mi vergogno a dire che non doveva esserci nemmeno il mio segretario nazionale insieme ai leader del centro destra. Sono per chi è ultimo, è oppresso, è più debole, è discriminato. Per me questo significa stare dalla parte dei palestinesi, cioè dalla parte degli oppressi in una guerra impari, anzi qui non c’è nessuno scontro perché non c’è paragone tra la forza dell’esercito israeliano e quello della resistenza palestinese”.

Karim Kanaan dei Giovani Palestinesi d’Italia: “La causa palestinese in realtà è molto semplice: si tratta di una potenza coloniale estera che occupa un paese non suo e mette in stato di apartheid la sua popolazione autoctona. La soluzione dei due stati, tanto decantata, è ormai solo una questione di politically correct per noi occidentali, ma per i palestinesi, ve lo posso assicurare perchè sono in questo momento la loro voce qui in piazza, non ha più senso. Non ha assolutamente senso perchè non ci sono due stati, non ci sono due terre: ci sono delle enclave, ci sono 3 km e mezzo dove vivono due milioni di persone ammassate. Allora io voglio chiedere, i tanto intelligenti bombardamenti israeliani che colpiscono le cosiddette basi di Hamas, come fanno a pensare di non poter colpire una intera popolazione inerme. Siamo disarmati, siamo inermi di fronte alla potenza militare sionista, ma non siamo sconfitti e non ci sconfiggeranno mai. Le nostre sorelle e i nostri fratelli palestinesi, vivono in piedi e muoiono in piedi. Perchè questo significa resistere: non piegarsi di fronte a nulla”. Sono intervenuti anche Fabio Marcon di Fondamenta, Costantin Fraier dei Giovani Democratici di Cesena e Piero Piraccini del Centro per la pace di Forlì-Cesena.

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