Asili, il sindaco: "Le rette coprono solo il 55% dei costi"

Spiega la condizione del sistema scolastico e le decisioni che si ripercuotono sul futuro. Supera il centinaio il numero del personale impiegato nelle scuole comunali

Con una lettera aperta ai genitori degli alunni delle scuole d'infanzia il sindaco Lucchi spiega la diversificazione dei servizi all'interno del sistema scolastico. "Vogliamo mantenere fede all’impegno che avevamo preso nei mesi scorsi,  - ha detto Lucchi - quando avevamo annunciato la modifica del sistema delle rette, nella convinzione che il confronto diretto sia fondamentale quando si parla di un tema di rilievo come quello dell’educazione e dell’istruzione, che coinvolge non solo le famiglie dei bambini interessati, ma l’intera comunità".

"Pur fra mille difficoltà, il sistema educativo delle scuole materne della nostra città si sta impegnando per continuare a garantire quei livelli di qualità che da anni lo contraddistinguono.
Il quadro dell’offerta a Cesena è composta da 9 scuole materne comunali, per un totale di 26 sezioni, che accolgono 722 bambini, e da 18 scuole statali, per 53 sezioni, frequentate da 1.400 bambini".

"I numeri. Nelle scuole comunali operano 70 insegnanti, 30 ausiliari e 25 cuochi (che servono anche le cucine statali): si tratta di tutto personale direttamente o indirettamente a carico del Comune. Di proprietà e competenza comunale anche tutti gli edifici che le ospitano e, naturalmente, ciò significa che il Comune si fa carico di tutte le spese per il loro funzionamento.
Ma anche per le scuole statali il Comune affronta spese significative. E’ vero che il personale insegnante e ausiliario è dipendente dello Stato, ma gli edifici sono di proprietà del Comune, che si occupa della loro manutenzione  ordinaria e straordinaria (imbiancatura esterna interna, acquisto e sistemazione degli arredi interni ed esterni, sistemazione dei giardini, manutenzione degli interni, ecc)", continua il sindaco.

"Ma il Comune si fa carico anche delle utenze, del materiale di pulizia e igiene, compresa la carta igienica, della refezione scolastica (compresi piatti, bicchieri, salviette), dei materiali e delle utenze delle cucine, del personale di cucina, degli incentivi per il personale ausiliario per il porzionamento dei pasti e degli acquisti degli alimenti. Non solo: è sempre il Comune a farsi carico delle figure di assistenza dei bambini con handicap e perfino del materiale per rifornire le cassette del pronto soccorso rivolto ai bambini".

E priprende il primo cittadino: "La spesa sostenuta per  tutte queste voci si aggira sui due milioni e 500 mila euro. Questo non per recriminare sulla spesa affrontata, che serve per garantire a tutti i bambini cesenati gli stessi standard di servizio, ma per completezza di informazione. D’altro canto, ognuno di noi sa quanto costa fare la spesa e pagare le bollette, e appare abbastanza evidente che se dovessimo chiedere alla famiglie di contribuire per la piena copertura delle spese affrontate per il funzionamento delle scuole per l’infanzia le rette sarebbero sensibilmente più alte. Attualmente, invece, la copertura del servizio si aggira intorno al 55%".
 
"Ma ci sta a cuore ribadire - prosegue il sindaco - che, nonostante le difficoltà, non abbiamo mai anteposto la qualità del servizio a motivi economici. Tant’è vero che nel bilancio 2011 la pubblica istruzione è stata, insieme ai servizi sociali, l’unica voce su cui non ci sono stati tagli significativi. A guidarci è sempre, in primo luogo, la volontà di rispondere al meglio alle esigenze dei bambini. E’ stato così, ad esempio, per la formulazione delle nuove proposte per la merenda, messe a punto sulla base delle preferenze dei bambini, sempre in un’ottica di equilibrio nutrizionale.

"Alla luce delle sempre minori risorse a disposizione e nella convinzione che i servizi educativi vadano preservati nella loro integrità, nei mesi scorsi - a malincuore e con mille scrupoli - l’Amministrazione comunale ha dovuto rimodulare la definizione delle rette di frequenza. Facendo riferimento agli indicatori Isee, abbiamo ritenuto di chiedere a chi a maggiori disponibilità di contribuire in misura maggiore. L’aumento ha riguardato il 34% delle famiglie che andranno a pagare per un servizio che va dalle 8,30 del mattino  alle 16,20 del pomeriggio una retta massima di 220€ con un ISEE uguale o superiore a 30.000,00 €. Di tutto questo, e dell’offerta formativa complessiva del sistema della scuole cesenati, parleremo negli incontri che prendono il via da domani. Spiegheremo le scelte compiute e le ragioni che ci hanno indotto a farle e ci auguriamo che molti prendano parte, nella convinzione che oggi più che mai educazione e istruzione sono un elemento fondamentale di interesse collettivo e necessitano, perciò, di un’ampia partecipazione della comunità", conclude Lucchi.
 

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