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"Signora Nostalgia", un affresco dei personaggi e delle storie della Cesena Anni '70

A riempire le pagine sono piccoli ritratti capaci di realizzare un affresco di una città romagnola degli anni Sessanta: da Carlon nella sua bottega sulla via Emilia al calzolaio senza un occhio

Come "L'Antologia di Spoon River" che, narrando la vita delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino del Midwest statunitense ci fa toccare con mano tristezze e gioie della vita intera, anche l'ultimo libro scritto da Sandra Canduzzi Pieri, cesenate doc, professionista d'arredo di interni e di antiquariato, ci accompagna in un universo di emozioni e sensazioni.

"Signora Nostalgia" (edito da Il Vicolo) è un libro molto piacevole e ben scritto in cui Sandra, raccontando la sua vita, l'infanzia a Diegaro, "paese bastardo e senza grazia", le scuole di Cesena, il suo amore per Mario, le persone incontrate col progetto "Porte aperte", narra un pezzo di storia di Cesena e dei cesenati.

A riempire le pagine del libro sono piccoli ritratti capaci di realizzare un affresco articolato e poetico di una città romagnola degli anni Sessanta: da Carlon nella sua bottega sulla via Emilia al calzolaio senza un occhio, da Remo il banditore ubriaco a Ginetto il bambino femmina, da Berto il calzolaio a Giovanna la bella di notte. Ritratti che "trasformano i momenti della sua storia in un'epoca interiore da condividere con tutti".

Sandra formula il suo libro come un racconto dedicato al suo giovane nipote, Eugenio, per fermare, nero su bianco, quelle radici che lo riguardano. "Io la tua nonna, nel momento in cui scrivo, ho gli anni che porto scritti in faccia. Sono nata dallo sposalizio di Vasco, un muratore di paese con la bella Lucia, figlia di contadini". Ma "Signora Nostalgia" non è una storia che riguarda solo vicende familiari, è la storia di una famiglia romagnola che attraversa la seconda metà del '900, tra voglia di affermarsi e una sensibilità infinita. L'occhio della scrittrice è quello di chi si crogiola nella nostalgia, se ne nutre come una linfa vitale, con la consapevolezza che la nostalgia è un sentimento legato ai ricordi, alle radici, al nostro passato. E' un sentimento che, grazie al legame antico con la terra, ci permette di stare a proprio agio in compagnia di noi stessi e allo stesso tempo sentirci abitati dalle tante persone che abbiamo amato e conosciuto. La pienezza della vita e l'avidità con cui se ne nutre Sandra è l'insegnamento che emerge potente dal libro. Un atteggiamento tipico dei giovani che si mangiano la vita come il pane, ma che, Sandra, riafferma con forza in ogni pagina, non va mai dimenticato a qualsiasi età. E forse questo è il vero segreto della vita. Del libro sono state già vendute centinaia di copie e parte del contributo derivante dagli introiti delle vendite andrà all'associazione Perledonne.

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