Sicurezza, Uil: "Cesena non può essere terra di conquista"

La Uil attende che le dichiarazioni di intenti delle autorità preposte alla sicurezza si tramutino in fatti concreti e che si allontani la sensazione che la città sia indifesa

La Uil attende che le dichiarazioni di intenti delle autorità preposte alla sicurezza si tramutino in fatti concreti e che si allontani la sensazione che la città sia indifesa e assomigli sempre più a "terra di conquista". "E’ il sentimento che cresce nel territorio cesenate fra la gente che è stanca di vedere ogni giorno episodi di cosiddetta microcriminalità come rapine, truffe, furti" lo segnala Ugo Vandelli della Uil.

"Tutti - continua il responsabile sicurezza del sindacato - chiedono a gran voce di mettere fine ad una situazione psicologicamente negativa. La ciliegina sulla torta è stata la violenta rapina della scorsa settimana al negozio di filatelia e numismatica di viale Matteotti, che ha visto il proprietario brutalmente pestato a sangue e ridotto in fin di vita - tuttora ricoverato in prognosi riservata - da una coppia di balordi".

"Nella stessa giornata altra rapina subita dalla Banca Romagna Cooperativa di via Veneto che si è andata ad aggiungere alla serie di furti segnalati nei negozi del centro di Cesena, e in varie abitazioni di Ronta, Pievesestina e Martorano. Zone a rischio, così come segnalato in diverse occasioni dalla nostra organizzazione sindacale da commercianti e cittadini. Contro la criminalità oggi è più che mai importante la coesione tra tutte le componenti della società civile, in modo da non disperdere le forze e collaborare per il raggiungimento del medesimo obiettivo".

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"Occorre pertanto - conclude - rammentare ai vertici istituzionali - Prefetto, Questore e Sindaco - ognuno per le proprie specifiche competenze, che tra i loro compiti vi è anche quello di utilizzare al meglio le risorse a disposizione, anche se inadeguate e/o insufficienti".

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