Siccità, la Regione firma il decreto di stato di crisi idrica

Il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani ha firmato il decreto di stato di crisi idrica in Romagna. Il provvedimento si è reso necessario per l’assenza di precipitazioni significative

Il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani ha firmato il decreto di stato di crisi idrica in Romagna. Il provvedimento si è reso necessario per l’assenza di precipitazioni significative nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini che dura da oltre 4 mesi e che, in base alle previsioni meteo di Arpa, si protrarrà anche nelle prossime settimane. La mancanza di pioggia ha, infatti, portato alla progressiva diminuzione del volume d’acqua nell’invaso di Ridracoli.

L'invaso ha raggiunto lo stato di preallarme con un valore inferiore ai 6 milioni di metri cubi d’acqua. Il decreto autorizza le strutture regionali e locali e Romagna Acque - l’ente gestore dell’invaso romagnolo - ad attivare ulteriori fonti di approvvigionamento idrico (con prelievi dai corsi d’acqua superficiali e dai pozzi disponibili) anche in deroga alle normative vigenti ma sempre nel rispetto dei parametri ambientali e di tutela della salute dei cittadini. Toccherà, invece, ad Hera approntare interventi mirati a contenere i consumi per aziende e utenze domestiche.

"Si tratta di un provvedimento necessario - sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo - nonostante i buoni risultati raggiunti grazie agli interventi messi in atto dopo l’emanazione dello stato di attenzione dell’Agenzia regionale di Protezione civile lo scorso 26 settembre. La Regione, in accordo con gli enti locali, rinnova l’invito ai cittadini a mettere in atto comportamenti virtuosi - conclude l’assessore - per consentire il massimo risparmio di acqua, attenendosi alle ordinanze dei Comuni".

Il decreto del presidente Errani è stato emesso sulla base delle proposte tecniche approvate all’unanimità lo scorso 18 novembre dal Tavolo regionale - coordinato dall’Agenzia regionale di Protezione civile - per posticipare il più possibile la fase di allarme prevista al raggiungimento dei 5 milioni di metri cubi nell’invaso di Ridracoli. L’Agenzia regionale di Protezione civile, in stretto raccordo con le Direzioni regionali Sanità e Ambiente, Arpa, Prefetture e le altre strutture aziendali interessate continua a monitorare costantemente la situazione idropotabile e a garantire il controllo della qualità delle acque superficiali prelevate.

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