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"Si torni rapidamente alla didattica in presenza", anche 5 sindaci del Cesenate contro la chiusura delle scuole

Anche  5 sindaci del Cesenate hanno firmato la lettera inviata al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all'assessore alla salute Raffaele Donini, per chiedere un ritorno celere alla didattica in presenza, quanto meno per le scuole elementari

Anche  5 sindaci del Cesenate hanno firmato la lettera inviata al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all'assessore alla salute Raffaele Donini, per chiedere un ritorno celere alla didattica in presenza, quanto meno per le scuole elementari. I firmatari sono Filippo Giorgetti – Sindaco del Comune di Bellaria Igea Marina, Gianluca Vincenzi – Sindaco del comune di Gatteo, Stefano Zanchini – Sindaco del comune di Novafeltria, Renata Tosi – Sindaco del comune di Riccione, Enrico Cangini – Sindaco del comune di Sarsina, Marco Baccini – Sindaco del comune di Bagno di Romagna, Quintino Sabattini – Sindaco del comune di Sogliano al Rubicone, Domenica Spinelli – Sindaco del comune di Coriano, Giorgio Ciotti – Sindaco del comune di Morciano, Enrico Salvi – Sindaco del comune di Verghereto, Pasquale Novelli – Sindaco del comune di Talamello, Leonardo Bindi – Sindaco del comune di San Leo, Fabiano Tonielli – Sindaco del comune di Casteldelci, Filippo Sica - Sindaco di Montefiore Conca.

Ecco il testo della missiva: "Con la presente siamo a scrivere, in qualità di Sindaci dei Comuni interessati dall’ultima ordinanza del 27 febbraio, poiché riteniamo utile sottoporre alla vostra attenzione alcune valutazioni in ordine alla situazione emergenziale che stiamo vivendo, specialmente a seguito dell’incontro avvenuto in data 27 febbraio con cui è stata comunicata l’intenzione della Regione di istituire la zona “arancione scuro“ per tutta la Romagna, ad accezione del distretto di Forlì, con conseguente sospensione dell’attività didattica in presenza per le scuole primarie e secondarie di primo grado, con la possibilità per bambini e bambine con disabilità o disturbi dell’apprendimento di poter proseguire la scuola in presenza in base alla disponibilità dell’Istituto comprensivo di riferimento".

"Pur preoccupandoci molto la situazione dell'incremento dei contagi - mettono in chiaro i sindaci - soprattutto nei nostri distretti di afferenza e consapevoli anche del caso della bambina di undici anni attualmente ricoverata a Bologna in difficili condizioni di salute, entrambi campanelli d’allarme da non sottovalutare, questa decisione rischia di risultare di difficile comprensione per la cittadinanza di fronte a dati numerici che non permettono, almeno al momento, di attribuire la responsabilità del contagio agli ambienti scolastici, mettendo, al contempo, tante famiglie nella condizione di dover ricorrere anche all'aiuto dei nonni, categoria, peraltro, da proteggere e tutelare maggiormente.  Consideriamo essenziale e primaria la tutela della salute pubblica della nostra comunità, ma siamo ben consapevoli che, parlando sempre di salute, sia altrettanto importante la tenuta psicologica delle persone e, in particolare,  dei ragazzi e delle ragazze, fortemente provati da questa lunga pandemia". 

"Per questo, in rappresentanza delle nostre comunità abbiamo deciso di scrivervi questa missiva, all’interno di un proficuo confronto istituzionale, affinché, da ora in poi, siano presi in considerazione questi punti imprescindibili: la somministrazione prioritaria e celere del vaccino al personale scolastico delle zone dichiarate "arancione scuro" o "rosse", perché crediamo vadano immunizzate nel minor tempo possibile le persone che devono stare accanto ai nostri figli e alle nostre figlie in ambiente scolastico. Per fare questo è necessario attivarsi con forza e determinazione nei confronti del Governo per poter ottenere una sufficiente fornitura di vaccini. A seguire, a nostro avviso, bisognerà dedicare ogni sforzo per intensificare e velocizzare la campagna vaccinale destinata alla generalità della popolazione, dando sempre priorità alle zone arancione scuro e rosso, così da arginare nel più breve tempo possibile la diffusione del contagio, specialmente nelle zone più colpite".

Ma anche "la predisposizione di sostegni economici capaci di venire incontro alle esigenze delle famiglie che dovranno organizzarsi tra la gestione dei figli che resteranno a casa in DAD e il loro impegno lavorativo, anch’esso da tutelare soprattutto in questo frangente; andranno inoltre valutate le ricadute sulle attività economiche in considerazioni delle maggiori restrizioni introdotte, al fine di calibrare adeguati ristori".

"Chiediamo - l'appello dei sindaci - che ci sia presto un confronto approfondito con la Regione con l'obiettivo di condurci ad un rapido ritorno alla didattica in presenza ed in sicurezza, almeno per le scuole primarie, reputando questa sospensione un carico troppo gravoso sulle spalle dei nostri bambini, specialmente se protratto nel tempo". I sindaci chiedono inoltre di "definire, una volta usciti dalla fase acuta di questa terza ondata, un piano strutturale e strategico di rafforzamento del nostro sistema sanitario, che, pur nell’eccellenza che lo ha sempre contraddistinto, ha mostrato talune criticità da affrontare, prevedendo, tra le misure che verranno individuate, nuove assunzioni, incremento dei posti letto e di terapia intensiva oltre ad un confronto a livello nazionale sul numero chiuso delle facoltà relative alle professioni sanitarie".

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