Cronaca

Si rompe il riscaldamento a scuola, studenti al freddo e con la finestre aperte. Un genitore: "Era meglio la Dad"

Termosifoni rotti al Versari Macrelli e i genitori si lamentano perché gli studenti devono stare al freddo e, in più, causa covid, anche tenere le finestre aperte

Termosifoni rotti al Versari Macrelli e i genitori si lamentano perché gli studenti devono stare al freddo e, in più, causa covid, anche tenere le finestre aperte. A lamentarsi è un genitore che, dopo aver parlato col dirigente, e, secondo lui, non aver risolto la situazione, ha preso carta e penna per scrivere una lettera indirizzata ai mezzi di informazione. Il problema riguarda un guasto che giovedì, durante l'orario di lezione, ha messo ko l'impianto di riscaldamento del Versari Macrelli. A un certo punto si sono accorti che i termosifoni non scaldavano più e, visto che bisogna cambiare spesso l'aria causa Covid, a raffreddare ulteriormente l'ambiente hanno contribuito anche le continue aperture delle finestre.

Il genitore del ragazzo che frequenta la scuola superiore si è lamentato perché il figlio avrebbe preso tosse e raffreddore e, visto che già soffre di altre patologie (certificate con documenti medici), avrebbe chiesto di poter usufruire della Dad (didattica a distanza) per non perdere le lezioni ma la risposta è stata negativa. "Molti alunni hanno lasciato la scuola per il freddo - scrive il padre, che dice di parlare anche a nome di altri genitori - e mio figlio è arrivato a casa con tosse e febbre. Così ho chiamato il dirigente scolastico che mi ha confermato il tutto. A lui ho anche chiesto di spostare mio figlio dalla lezione in presenza alla Dad per non perdere giorni importanti di scuola. Ma il dirigente si è rifiutato, motivazione? Non si può.... Verrà segnato come assente".

"Prima di tutto non è possibile spostare il figlio dalla lezione in classe alla Dad per un raffreddore o una tosse - spiega Monica Rossi, consigliera provinciale con delega alle scuole superiori - Servono motivazioni serie e certificate. C'è una prassi da seguire che riguarda gli studenti considerati fragili, altrimenti, è logico, si aprirebbe un mondo e un precedente che non trova giustificazioni.  Chi sta bene va a scuola. Chi non sta bene sta a casa ma non può seguire le lezioni ed è considerato assente. Non parliamo, ovviamente, di quarantena. Appena si sente meglio torna a scuola. Questo per quanto riguarda il fronte Dad. Per quanto riguarda il riscaldamento - continua Monica Rossi - è vero che giovedì si è rotto l'impianto durante le lezioni e l'impresa è subito intervenuta per risolvere il problema. Già venerdì mattina, sebbene l'impresa stesse ancora lavorando per completare l'intervento, la temperatura, mi hanno confermato, era assolutamente accettabile. Purtroppo sono cose che accadono, l'importante è intervenire subito". 
 

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