Si chiude il corso dedicato alle Cure Palliative: "in èquipe per il paziente e la famiglia"

Si chiude sabato il primo modulo del corso “Cure Palliative: in èquipe per il paziente e la famiglia” che ha preso avvio giovedì scorso nella sala Galeffi del Comune di Savignano

Si chiude sabato il primo modulo del corso “Cure Palliative: in èquipe per il paziente e la famiglia” che ha preso avvio giovedì scorso nella sala Galeffi del Comune di Savignano. Una tre giorni di formazione, rivolta ai referenti dei nodi della Rete Locale di Cure Palliative, che ha riunito docenti ed esperti con l’obiettivo di promuovere il confronto e l’integrazione tra le figure professionali che operano all’interno della Rete Locale di Cure Palliative.

Una rete di servizi che può offrire al paziente che necessita di tali cure e alla sua famiglia la possibilità di accedere ad un programma di terapia individualizzato, basato su un approccio multiprofessionale e multidisciplinare al fine di mantenere al più alto livello possibile la dignità della persona sofferente. “L’obiettivo del lavoro in rete  - spiega Cristina Pittureri, responsabile del Servizio Cure Palliative e Hospice  di Cesena e Direttore del corso, non è la confluenza di tutti  gli operatori in una sorta di “unico servizio”, bensì il rilancio e la motivazione  dell’identità professionale di ciascuno a partire dal compito che sempre più ci sarà richiesto: sapere costruire delle pratiche integrate e una continuità di dialogo tra i vari servizi e con la comunità, “reti di senso” ancor prima che organizzative, per offrire risposte intelligenti alle domande e alle criticità”.

In particolare, durante l’evento formativo - organizzato dal Servizio Cure Palliative e Hospice – Cesena con il patrocinio del Comune di Savignano sul Rubicone e la collaborazione di Fondazione Taccia e Lions Club Rubicone, la stessa dott.ssa Pittureri ha presentato il progetto “Rete Locale di Cure Palliative” del Servizio Cure Palliative e Hospice dell’Ausl, che si propone di implementare l’attuale assetto organizzativo del Servizio delle cure palliative sul territorio cesenate, per assicurare cure sempre più adeguate ai bisogni del malato e della sua famiglia, attraverso un modello assistenziale che integri i servizi e i luoghi di cura.

Tra gli obiettivi, oggetto di discussione e confronto nel corso delle giornate formative, quello di promuovere un sistema di erogazione di cure palliative in ospedale, in hospice e al domicilio, di definire e attuare nell’ambito della Rete Locale di Cure Palliative percorsi di presa in carico e di assistenza per le persone sofferenti, di salvaguardare la loro dignità e autonomia, di promuovere sistemi di valutazione e di miglioramento della qualità delle cure erogate.

Nel corso dell’evento formativo sono inoltre intervenuti il dott Michele  Gallucci, Direttore Hospice Maria Chighine Istituto tumori di Genova, Luciano Orsi Direttore Cure Palliative A.O. Carlo Poma di Mantova, psicologo Primo Gelati Legnano (Milano) per affrontare i temi del lavoro in èquipe, le competenze psico-relazionali e psico-sociali e il delicato tema dell’incontro e del dialogo con il paziente e la famiglia. All’apertura dei lavori, giovedì scorso, sono intervenuti Flavio Biondini, Direttore Dipartimento Cure Primarie - Cesena  e il sindaco di Savignano Elena Battistini. Il secondo modulo del corso “Il Tavolo Tecnico della Rete Locale di cure Palliative:progettualità” è in programma a Savignano dal 27 febbraio al 1° marzo.

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Il modello cesenate della Rete Locale di Cure Palliative che si connota in particolare per garantire una tutela  del diritto di accesso ai pazienti oncologici e anche a quelli affetti da patologie cronico degenerative inguaribili in fase avanzata,  è stato selezionato dal Comitato scientifico dell’Osservatorio Nazionale Fiaso e inserito nella seconda edizione del “Libro Bianco della buona Sanità” ricevendo, peraltro, una particolare “segnalazione di merito”.

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