Salute

Si avvicina l'apertura: donazione da 250mila euro a sostegno del "Prime Center" dello Ior

Una grande sfida rallentata a causa della pandemia, ma di cui si vedono le battute conclusive anche grazie al sostegno convinto del settore privato ed imprenditoriale

Le tappe d’avvicinamento all’apertura ufficiale dei battenti del "Prime Center" dell’Istituto Oncologico Romagnolo, centro che garantirà servizi di medicina integrativa utili a migliorare la qualità di vita del paziente oncologico durante il lungo percorso di cura e presso cui verranno veicolati tutti i laboratori di prevenzione che lo Ior porta avanti con le nuove generazioni, proseguono spedite. Dopo la presentazione alle istituzioni nazionali e regionali, avvenuta a novembre, presso l’ex complesso scolastico che sorge a San Cristoforo sono confluiti infatti varie classi di studenti per imparare quanto uno stile di vita più attento a tematiche come fumo, alcol, alimentazione ed attività fisica possa fare la differenza per minimizzare il più possibile il rischio di sviluppare neoplasie in futuro. In seguito sono iniziati i corsi rivolti ai professionisti della cura contro il cancro, nell’ottica di un aggiornamento riguardo i vantaggi che le varie discipline di medicina integrativa possono apportare ai pazienti non solo o non tanto in termini di aumento della sopravvivenza, quanto piuttosto per migliorare la qualità di vita di chi riceve una diagnosi di tumore. Infine è notizia recente l’arruolamento di un ristretto numero di pazienti ed ex pazienti, tredici in tutto, per un progetto pilota volto ad ultimare il rodaggio della struttura, al fine di apportare gli ultimissimi accorgimenti ad eventuali criticità che dovessero emergere.

Quest’ultimo è sicuramente il passo finale affinché il Prime Center apra ufficialmente i battenti e possa garantire quella sicurezza e quell’eccellenza cui ambisce, grazie all’imprinting che il professor Dino Amadori gli diede prima della sua scomparsa e grazie alla collaborazione dei professionisti che al suo interno opereranno, proponendo percorsi di medicina integrativa la cui efficacia è confermata da studi e pubblicazioni scientifiche. Una grande sfida rallentata a causa della pandemia, ma di cui si vedono le battute conclusive anche grazie al sostegno convinto del settore privato ed imprenditoriale, che ha visto in questa nuova facility il progetto più virtuoso dove destinare le proprie azioni di responsabilità sociale d’impresa. In questo senso il contributo che realtà importanti come la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna (Banca Centro Emilia, Emil Banca, Bcc Felsinea, Banca Malatestiana, La Bcc ravennate forlivese imolese, RivieraBanca, RomagnaBanca, Credito Cooperativo Romagnolo, BCC Sarsina) e Fondosviluppo hanno garantito è un esempio lampante, con una donazione di 250.000 euro complessivi che si rivelerà sicuramente fondamentale per l’avvio e il mantenimento delle attività svolte all’interno di questa nuova eccellenza romagnola. In particolare la cifra sarà investita sull’area verde che circonda la struttura e che ospiterà percorsi di mindfulness, yoga, attività fisica e green therapy.

"Siamo finalmente in dirittura d’arrivo, ma non è certo il momento di rilassarsi - sostiene il direttore generale Ior, Fabrizio Miserocchi - l’esempio del prof. Amadori ci ha insegnato che non basta un marchio o un logo per offrire eccellenza ai pazienti e al territorio, occorre attenzione ai dettagli ma soprattutto lavorare e migliorarsi ogni giorno. In questo senso l’amicizia che ci lega alla Federazione BCC dell’Emilia-Romagna, e che si basa su valori come mutualità e solidarietà, è la miglior garanzia: il contributo che ci hanno riconosciuto non racconta solo di una fiducia nel nostro operato che deriva da anni di partnership e di progetti concretamente realizzati, ma di una sempre maggiore sensibilità verso un’oncologia che riempia di vita gli anni di sopravvivenza che riusciamo a restituire ai malati di cancro. Solo con un territorio in salute le realtà imprenditoriali possono prosperare: il Prime Center è quindi un esempio virtuoso di come primo e terzo settore possano collaborare per la reciproca crescita".

"Il Prime Center intende essere un luogo di educazione ad una sana alimentazione e alla prevenzione delle malattie oncologiche per studenti di tutta la regione – aggiunge Mauro Fabbretti, presidente della Federazione Bcc dell’Emilia-Romagna – le Banche di Credito Cooperativo hanno sostenuto con grande convinzione questo progetto che tiene insieme la rigenerazione urbana di una struttura periferica precedentemente abbandonata, come era prima di questo intervento l’ex scuola di San Cristoforo, con la realizzazione di un avanzato centro di ricerca e di educazione alla prevenzione e ai corretti stili di vita, che presta una particolare attenzione alle giovani generazioni. Tutti valori, questi, che fanno parte del nostro Dna. La Federazione rappresenta 9 Banche di Credito Cooperativo impegnate ogni giorno a sostenere le proprie comunità per un maggiore benessere dei territori, per questo il contributo al Prime Center di Cesena, struttura di livello regionale e nazionale, rappresenta un’importante azione del tutto coerente con la nostra mission".

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