Cronaca

Sgarbi a piedi nudi sul palco tra Caravaggio e green pass: "Non sono no-vax, ma contrario a regole assurde"

A piedi nudi sul palco a parlare di Caravaggio. La lezione d'arte che Vittorio Sgarbi ha tenuto mercoledì sera in piazza della Libertà, organizzata dall'associazione Centro Anch'io per la notte della cultura, è stata molto seguita dai cesenati

A piedi nudi sul palco a parlare di Caravaggio. La lezione d'arte che Vittorio Sgarbi ha tenuto mercoledì sera in piazza della Libertà, organizzata dall'associazione Centro Anch'io per la notte della cultura, è stata molto seguita dai cesenati che, in una lunga fila, hanno preso posto a sedere in una platea all'aperto dopo aver mostrato il loro green pass all'ingresso. A pochi metri dalla platea, in piedi, dietro le transenne, la gente che non aveva prenotato. A sottolineare immediatamente la situazione Vittorio Sgarbi. "Non è che qui dentro ci sono i sani e là fuori i malati - ha detto - ma qui c'è chi ha obbedito e là fuori chi non ha obbedito.Ho già chiamato Draghi per fargli presente che il green pass discrimina non chi è malato da chi è sano ma chi segue le regole da chi non le segue. E' la sesta volta che mi capita di tenere una conferenza all'aperto e il pubblico viene diviso così. E' assurdo no? Ho chiamato Sileri che mi ha detto di essere d'accordo con me ma che viene imposto il green pass perché tutti si vaccinino e non perché serva all'aperto". 

VIDEO - Sgarbi riempie Piazza della Libertà

E poi, dicendo di non essere un novax ma contrario ad alcune assurde regole imposte dai vari Dpcm, ha raccontato di aver preso il covid, di non essersene nemmeno accorto e, comunque, di aver fatto la prima dose di vaccino. Agli urli di qualcuno che all'esterno ha proferito qualcosa contro di lui ha risposto alla sua maniera "Caravaggio sarebbe stato con me". E poi è iniziata la lezione sul suo ultimo libro scritto dal titolo "Ecce Caravaggio", un libro nato dal rinvenimento di pochi mesi fa di un "Ecce Homo" attribuito all'artista milanese in modo unanime dagli studiosi.

In platea, infatti, anche il cesenate Massimo Pulini, storico d'arte di fama internazionale che a questo proposito ha scritto un saggio. Il libro parla soprattutto dell'attualità di Caravaggio che, sebbene sia vissuto tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, va letto come un uomo del Novecento. Sgarbi ha creato un affascinante parallelismo tra i ragazzi di strada di Pierpaolo Pasolini - allievo di quel Roberto Longhi che ha fatto rinascere Caravaggio nel 1913 dopo 300 anni di morte storica - e i soggetti delle sue opere (Bacchino malato, Ragazzo con cesto di frutta...). Pasolini si sarebbe scelto i "suoi" ragazzi di strada (e si parla di Ninetto Davoli, di Franco Citti ma anche di Pelosi) operando una sorta di transfert dai soggetti delle opere più famose di Caravaggio. Affabulatore, uomo di grande cultura e memoria, Sgarbi ha citato date, aneddoti e curiosità, utilizzando termini alla portata di tutti - a volte anche spregiudicati - per interpretare le opere di Caravaggio e far capire tutta la sua potenza. Fotografo antelitteram nel "Ragazzo morso dal ramarro", inventore del docufilm in quel capolavoro che è "La vocazione di San Matteo", ateo fino al punto di mostrare il turbamento emotivo e sessuale di Giuseppe (marito di Maria) nel quadro "Fuga in Egitto", visibile in quel goffo movimento dei piedi (uno sopra l'altro), davanti all'angelo in primo piano che sembra un mix tra Belen e un trans, secondo Vittorio Sgarbi Caravaggio è uno degli artisti più affascinanti e interessanti di sempre. E chi era presente mercoledì sera in piazza della Libertà non può che non essere d'accordo con lui. 

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