A Cesena 400 sfratti in un anno, una famiglia di San Carlo lotta per restare unita

Tre settimane ancora, poi però la casa dovrà essere liberata. La vicenda dello sfratto di una famiglia composta da padre, madre e due bambini piccoli a San Carlo, diventa emblematica di questa piaga, con persone che restano senza casa

Foto di repertorio

Tre settimane ancora, poi però la casa dovrà essere liberata. La vicenda dello sfratto di una famiglia composta da padre, madre e due bambini piccoli a San Carlo, diventa emblematica di questa piaga, con persone che restano senza casa dopo periodi di lunga morosità. L'intervento dello Sportello AntiSfratto ha fatto sì che nella giornata di giovedì la famiglia sia riuscita ad evitare di essere sfrattata, grazie ad un rinvio disposto dall'ufficiale giudiziario, nonostante la contrarietà dell'avvocato dei proprietari dell'immobile.

La protesta del Comitato Difesa Comune, che gestisce lo sportello di in via Cesare Battisti 56, è indirizzata in primis al Comune, che come soluzioni-tipo per casi come questi propone di separare il nucleo famigliare. Spiega una nota dei militanti dell'Antisfratto: “L'assistente sociale, contattata al telefono in mattinata, ha ribadito la "soluzione" prospettata dal Comune: moglie e due bambini avrebbero potuto essere ospitati in casa-famiglia ("soluzione" che ci risulta sia piuttosto onerosa per le casse comunali, più di quanto costerebbe un affitto), il padre alla Caritas”.

Rileva il Comitato: “Noi, insieme alle altre famiglie che incontriamo allo Sportello AntiSfratto, continuiamo a chiederci che cosa aspetti l'amministrazione comunale a mettere in campo soluzioni vere e praticabili: blocco degli sfratti per morosità incolpevole, cessazione delle svendite del patrimonio immobiliare pubblico e sua assegnazione alle persone senza-casa in autorecupero, requisizione senza indennizzo per i grandi stabili privati inutilizzati, eliminazione del "social housing" (che di "sociale" ha ben poco, visto che favorisce solo cooperative e costruttori) e riuso delle tante case vuote presenti in città”.

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Nel 2013 hanno subito lo sfratto 400 famiglie a Cesena, e il dato è in aumento per il 2014. Per questo “dovrebbe essere evidente anche all'amministrazione comunale come non esistano ormai più margini per "soluzioni-tampone" individuali. Il problema abitativo, legato a quello del reddito e del lavoro, sta esplodendo, e le persone cominciano ad avere in mente un'altra idea di città rispetto a quella delle istituzioni, che non risponda ai bisogni della speculazione, delle grandi imprese, dei trattati europei, bensì a quelli dei suoi abitanti”.

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