Niente sfratto forzoso dopo il presidio di protesta, trovata un'altra casa in affitto

La famiglia di questo lavoratore dell'Artoni, infatti, approderà ad un'altra abitazione in affitto. Venerdì ci sarebbe stato lo sfratto risolutivo, dopo il tentativo del 3 ottobre scorso

Non ci sarà lo sfratto forzoso, con l'ausilio della forza pubblica, per lo sfratto di Lockman e della sua famiglia dall'abitazione di Nino Bixio. La famiglia di questo lavoratore dell'Artoni, infatti, approderà ad un'altra abitazione in affitto. Venerdì ci sarebbe stato lo sfratto risolutivo, dopo il tentativo del 3 ottobre scorso da parte della proprietà di rientrare nel possesso del suo immobile.

In quell'occasione si tenne un presidio anti-sfratto da parte dello “Sportello casa”del sindacato ADL Cobas, che impedì l'esecuzione del provvedimento. Da parte sua, il Comune di Cesena spiegò nel dettaglio la pratica seguita per questa famiglia da parte dei Servizi sociali. Ora la questione sembra essersi risolta: grazie all'intervento dello stesso Comune, infatti, è stato trovato un altro alloggio per questa famiglia. Lo spiega l'Adl Cobas in una nota: “La colazione solidale anti-sfratto strappa una prima vittoria evitando che un nucleo famigliare con una minore di due anni finisca per strada. Lockman e la sua famiglia il prossimo venerdì 23 ottobre – giorno in cui era fissato presso l’abitazione il quarto accesso dell’Ufficiale Giudiziario che per l’occasione aveva richiesto anche l’intervento delle forze dell’ordine dopo i rinvii precedenti, non si ritroveranno per strada bensì in una nuova casa”.

Il sindacato spiega la che l'ultima manifestazione “ha permesso, in sinergia alla creazione di numerosi contatti con la controparte istituzionale, di ottenere lo stanziamento dei contributi economici previsti per chi si trova a vivere situazioni di disagio abitativo, garantendo a Lockman la stipula di un nuovo contratto di locazione, insieme alla copertura dei primi quattro mesi di affitto e di una parte delle spese previste per gli allacci delle utenze”.

Commenta una nota: “Ci sembra un importante risultato, il primo raggiunto dal ADL Cobas sul terreno della rivendicazione di un diritto all’abitare garantito a tutti, raggiunto anche grazie a pratiche di sperimentazione e coalizione che hanno visto la nascita di sinergie positive tra realtà e singoli del territorio. La ricchezza si raggiunge mettendo in comune, e oggi possiamo dire di esserci ripresi una parte di quella che produciamo ogni giorno. Si tratta di un primo passo, consapevoli infatti – come già più volte abbiamo condiviso – che la situazione di impossibilità nel pagamento dell’affitto diverrà, nei prossimi mesi, una realtà drammatica anche per molti degli altri 27 lavoratori del magazzino Artoni di Pievesestina, licenziati dalla Cooperativa dopo aver intrapreso un percorso di lotta e rivendicazioni di maggiori tutele per la propria salute sul luogo di lavoro”.

L'Adl Cobas attacca quindi l'assessore Benedetti: “Rimane in questa vertenza il vuoto lasciato dalla politica istituzionale, dall’assessore alle politiche abitative Simona Benedetti che mai in queste settimane si è voluta confrontare con la nostra organizzazione sindacale nonostante le numerose richieste inoltratele. Un ruolo e una responsabilità politica i suoi che non possono essere sostituiti dal confronto che abbiamo avuto con le assistenti sociali dello Sportello Sociale. Anche nella città di Cesena, la condizione di povertà inizia ad essere una contingenza vissuta da fette importanti della cittadinanza e la politica, se tale si vuole ancora far chiamare, non può negarsi al confronto con chi alla luce del sole porta avanti percorsi che rivendicano diritti e dignità per tutti mediante gli strumenti dell’autorganizzazione e della cooperazione tra gli ultimi”.

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