Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Settimana della Memoria, le famiglie Saralvo e Jacchia raccontano le deportazioni dei loro familiari

Nel pomeriggio di domani, giovedì 28 gennaio, alle 18,30, sulla pagina Facebook del Comune di Cesena andrà in onda “RaccontaMi”

Un evento inedito che aiuterà i cesenati ad approfondire ulteriormente la conoscenza dei tristi giorni che tra il 1943 e il 1944 videro gli arresti e le deportazioni delle famiglie ebraiche di Cesena Jacchia e Saralvo dalle rispettive abitazioni. Nel pomeriggio di domani, giovedì 28 gennaio, alle 18,30, sulla pagina Facebook del Comune di Cesena andrà in onda “RaccontaMi”, una chiacchierata tutta al femminile condotta dalla giornalista del Resto del Carlino Raffaella Candoli. Ospiti del “salotto” virtuale, inserito nell’ambito della ricca programmazione di eventi e iniziative proposte dall’Amministrazione comunale per il Giorno della Memoria e in attesa della collocazione delle pietre d’inciampo in città, saranno Anna Saralvo, Antonia Jacchia, la docente del Liceo linguistico “Ilaria Alpi” Valeria Bandini e la studentessa Margherita Mondaini, che racconterà l’esperienza vissuta ad Auschwitz-Birkenau.

Bernard Brumer, Elena Brumer-Rosenbaum, Anna Forti, Elda Forti, Lina Forti, Lucia Forti, Diana Iacchia, Dina Iacchia, Amalia Saralvo Levi, Giorgio Saralvo, Mario Saralvo, sono questi i nomi delle donne e degli uomini deportati da Cesena negli anni 1943-1944. L’arresto della famiglia Saralvo in un primo momento, nel 1943, fu evitato in extremis grazie all’intervento del dottor Bocchini che attestò un grave stato di salute di Giorgio, Mario e Amalia, tale da scongiurare un lungo viaggio. Pochi mesi dopo però nessuno poté intervenire nuovamente. “Vennero a prenderli”, racconta Gino Pedrelli, caro amico di Giorgio. Era probabilmente maggio del 1944. Le quattro sorelle Forti, Lucia, Elda, Lina e Anna, tutte pensionate e provenienti da Bologna per sfuggire alla furia dei rastrellamenti, vennero arrestate nella notte del 17 dicembre. Così anche le sorelle Jacchia, la modista Dina e l’insegnante di matematica Diana. Nessuno di loro ha fatto più ritorno.

Cosa resta oggi di questi uomini e di queste donne? Quanto è stato tramandato nelle rispettive famiglie nel corso degli anni? L’incontro di domani sarà incentrato su questi aspetti certamente preziosi per la città di Cesena che, in questo modo, potrà aggiungere alla propria storia un tassello in più.

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