Cronaca

“Sette canzoni per Bruno”, la giovane compositrice alla Biennale di Venezia

La giovane compositrice Livia Malossi Bottignole partecipa quest’anno a La Biennale Musica 2020 a Venezia

Che Cesena fosse una terra particolare per le sue floride produzioni culturali, nonché madre di straordinarie personalità artistiche, ne eravamo già ampiamente a conoscenza. Ma quest'anno ci riserva delle sorprese. Dopo l'annuncio del Leone D'Argento assegnato a Claudia Castellucci della Socìetas "Raffaello Sanzio", che a Ottobre vedremo a Venezia con “Fisica dell’aspra comunione”, bisogna notare la presenza di un'altra nostra conterranea: Livia Malossi Bottignole. Classe '96, studentessa del Liceo Scientifico Righi, ha intrapreso dapprima gli studi di Pianoforte presso il Conservatorio B. Maderna per poi dedicarsi parallelamente anche alla Composizione, sotto la guida del M. Gilberto Cappelli. 

La giovane compositrice romagnola partecipa quest’anno a La Biennale Musica 2020 a Venezia con lo spettacolo “Sette canzoni per Bruno”, di FontanaMix e In.Nova Fert. Nel 2016 si sposta a Bologna, al Conservatorio Martini, dove incontra colleghi affiatati con cui immaginare un percorso comune di crescita e partecipazione attiva alla vita culturale della città. La sintonia tra Livia Malossi, Diego Tripodi, Marco Pedrazzi, Bernardo Lo Sterzo e Alessio Romeo culmina nel 2017 con la nascita di In.Nova Fert, dapprima collettivo informale e pian piano realtà sempre più solida e radicata nel territorio, sviluppatasi ad esempio tramite il festival "Fert/ile. Comporre oggi?” del 2018, da loro interamente progettato e realizzato presso il Teatro Comunale di Bologna. Nel marzo del 2019 abbiamo potuto seguirli in un’esibizione locale, quando, per Sebastiano Severi, produssero tre piccole miniature per orchestra di violoncelli, eseguite dall’ensemble Romagna Cello Days al Foro Annonario di Cesena. Il nome, incipit celebre delle Metamorfosi di Ovidio, è anche parte del testo di un “Triplum” di Philippe de Vitry ed è traducibile letteralmente “porta a nuove cose” o, più prosaicamente, verso la novità: l’intento è infatti quello di interpretare la contemporaneità orientando la ricerca artistica verso orizzonti nuovi e sperimentali, pur mantenendo un atteggiamento mai iconoclasta verso la tradizione. 

Ma il Collettivo In.Nova Fert è anche una giovane realtà di scrittura musicale “comunitaria” nata come tentativo, fra quattro studenti di composizione, di estendere anche in ambito creativo il sodalizio di amicizia e di collaborazione, alla base di cui vi è il presupposto irrinunciabile del confronto e del tempo investito comunemente per la maturazione di nuove idee. Quella per la Biennale è infatti una composizione di scrittura collettiva, un’operazione “a dieci mani” nella quale ogni personalità si è fusa con l’altra durante l’atto della creazione, e che è stata condotta dai giovanissimi artisti nell’arco di tutto l’ultimo anno, sotto la guida attenta di Francesco La Licata, direttore dei FontanaMix Ensemble di Bologna. Questo martedì 29 settembre 2020, andrà in scena lo spettacolo Sette canzoni per Bruno, un omaggio che il FontanaMIX ensemble e il Collettivo In.Nova Fert dedicano al compositore Bruno Maderna in occasione del centenario della sua nascita.

 Il concerto/documentario rappresenta il momento finale di un lavoro di ricerca e di un laboratorio “maderniano”, che vuole restituire l’immagine dell’uomo e dell’artista, rievocando il peso storico del suo contributo e riflettendo sulla sua musica quale esempio di classico eterno. Un modo diverso per far rivivere con creatività il pensiero e l’opera sospesa fra un profondo umanesimo e il rigore della Neue Musik, fra l’amore per la musica antica e il gioco dei quadrati magici, fra un pensiero complesso e uno leggero. Sette canzoni per Bruno è composto da più elementi espressivi: uno visuale, uno narrativo e uno musicale. Frammenti, schizzi, quadrati magici dell’opera di Maderna, tratti anche dalle trascrizioni di autori del passato e della produzione più leggera, rappresentano le fonti per libere elaborazioni compositive che insieme formano un racconto musicale fortemente impregnato del suo modo di far musica e della sua tenacia ad indagare sempre nel nuovo. 

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