Settant’anni fa Cesena era sotto le bombe, ecco la mappa dei rifugi tracciata dai lettori

I rifugi della Seconda Guerra Mondiale? Un patrimonio della nostra storia recente da tutelare e valorizzare. E’ la convinzione che hanno espresso molti lettori attraverso più canali, da Facebook, alle e-mail ai commenti postati negli articoli di CesenaToday

I rifugi della Seconda Guerra Mondiale? Un patrimonio della nostra storia recente da tutelare e valorizzare. E’ la convinzione che hanno espresso molti lettori attraverso più canali, da Facebook, alle e-mail ai commenti postati negli articoli di CesenaToday.

Esattamente 70 anni fa quei rifugi, ora abbandonati, erano molto frequentati, non da turisti ma da persone che loro malgrado fuggivano dai bombardamenti aerei. Era la terribile estate del 1944. Ad Acquarola, recentemente, sono tornati alla ribalta dei rifugi in ottimo stato di conservazione, un dedalo di cunicoli di alcune centinaia di metri in totale sotto via Garampa, utilizzati anche recentemente come teatro di giochi dei ragazzi del posto. Un accesso molto nascosto, in un avvallamento laterale della frazione, da cui, ad appena 5 chilometri da piazza del Popolo, partivano i rifugi in grado di accogliere centinaia di persone. Ma non erano i soli rifugi presenti in città. In quegli anni le cantine diventarono veri e propri cantieri nel sottosuolo. Lo segnalano i lettori, rispolverando i ricordi dei nonni o dei genitori. Ecco una mappa dei rifugi anti-bombardamento della Seconda Guerra Mondiale, “ricostruita” grazie alla memoria collettiva dei lettori di CesenaToday.

VIA ANCONA. Diversi rifugi si trovavano in un’ansa del Savio in via Ancona, scavati in una parete di tufo. I lettori tra l’altro si ricordano che l’area decenni fa era un’area di giochi (un po’ pericolosa) per i ragazzini in cerca di avventura. Questi rifugi non sono più accessibili e dovevano essere almeno sette.

VIA GARAMPA. Sempre in via Garampa, ma non ad Acquarola, ma nella zona di San Demetrio, vi erano altri rifugi di guerra. Anche in questo caso il ricordo viene da una lettrice, che si ricorda quando la struttura veniva usata dai bambini del posto per andarci a giocare.

RIO EREMO. Non lontano da Acquarola, sempre sulle prime colline, a Rio Eremo c’erano altri rifugi anti-bombardamento, simili a quelli di Acquarola, scavati nel sottosuolo della collina. Si trovavano vicino all’antico convento. In questo caso, segnala un lettore su Facebook, sono ancora incise le date di realizzazione sui muri, fatte coi picconi.

ROCCA MALATESTIANA. Diversi rifugi vengono segnalati in viale Mazzoni. In questo caso le cantine erano “strategiche” e venivano messe in comunicazione tra loro per avere una via di fuga sicura verso il Savio. Questo avveniva negli edifici storici di via Mura Porta Fiume così come in viale Mazzoni.

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LA STORIA - Il primo bombardamento avvenne il 13 maggio 1944 alle ore 14,45 mentre l'ultimo, a città oramai liberata, avvenne il giorno 11 dicembre 1944 ad opera dei tedeschi. In totale ci furono 76 i bombardamenti e i mitragliamenti sulla città e 62 sul forese, con 700 vittime e 1.800 feriti e mutilati. Per intenderci, un passaggio dei bombardieri ogni 2-3 giorni, e a chi toccava, toccava.

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