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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Servizio civile con la Comunità Papa Giovanni XXIII, il webinar. La testimonianza di Veronica: "Mettetevi in gioco"

Sono 26 i posti disponibili nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena, aperte le candidature. La testimonianza

Le candidature per il Servizio Civile sono aperte: entro il 26 gennaio tutti i giovani dai 18 ai 28 anni possono fare domanda anche per uno dei progetti della Comunità Papa Giovanni XXIII, che offre 235 posti in Italia e 56 all’estero.

In Romagna, nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena, sono disponibili 26 posti. Per avere tutte le informazioni a riguardo è possibile partecipare al webinar dedicato di giovedì 13 gennaio, alle ore 19.00 – iscrizioni sul sito serviziocivile.apg23.org , dove compilando il form si riceve il link all’incontro. Esiste anche un numero verde dedicato (800 913 596) o un numero a cui poter mandare messaggi WhatsApp (340 2241702).

Le attività dove i volontari in Servizio Civile si troveranno coinvolti vanno dall’assistenza a minori e disabili, al supporto a persone vittime di dipendenza o che vivono in strada, da attività di monitoraggio e denuncia di violazioni dei diritti umani alla condivisione della quotidianità con persone che stanno scontando una pena alternativa al carcere.

Tra le esperienze che è possibile fare a Forlì c’è anche il progetto “Io speriamo che me la cavo!”, che prevede un anno di servizio alla Scuola Paritaria Primaria e Secondaria di I Grado Don Oreste Benzi, realtà educativa che propone il metodo innovativo della “Pedagogia del Gratuito”.

Ecco la testimonianza di Veronica Baldini, giovane 20enne forlivese che sta terminando il suo anno di Servizio Civile: “Terminate le superiori, avevo tanti punti interrogativi, che riguardavano soprattutto il mio futuro. Forse per questo mi è sembrato che il progetto “Io speriamo che me la cavo” facesse proprio al caso mio. Alla Scuola Don Oreste Benzi affianco il lavoro degli insegnanti e vivo insieme agli alunni i momenti delle lezioni in classe e delle attività più strettamente legate allo studio, ma sono sempre presente anche durante l’accoglienza, la mensa, la ricreazione. Lo stare con i bambini ti porta per forza di cose a dover affrontare imprevisti, inventare, improvvisare. Per loro sono la "maestra Vero", e in questa definizione ci sta un po’ tutto: una mano che ti guida nei compiti, una spiegazione in più dopo un errore, un abbraccio in una giornata di sconforto, una risata nel momento del gioco. Sono grata di poter vivere questa esperienza e di avere come compagni di cammino i “miei” bambini, che fin dal primo giorno, quando sono entrata in classe con mille paure, incertezze e aspettative, mi hanno accolta con gioia e desiderio di conoscermi. A te dico: se hai voglia di metterti in gioco e di spenderti al 100% delle tue possibilità, allora questo è il posto e il progetto che fa per te. Qui creerai legami preziosi, che porterai dentro per sempre, e imparerai lezioni che non si studiano sui libri di scuola”.

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