Servizi sociali: il terzo settore copre il 69% dei servizi per oltre 12 milioni

Nel distretto Cesena -Valle Savio il 69% delle attività e dei servizi di carattere sociale e sociosanitario è in capo al terzo settore (privato non profit e volontariato) o, comunque, è gestito in collaborazione con esso

Nel distretto Cesena -Valle Savio il 69% delle attività e dei servizi di carattere sociale e sociosanitario è in capo al terzo settore (privato non profit e volontariato) o, comunque, è gestito in collaborazione con esso; questo impegno vale oltre 12 milioni di euro e rappresenta i due terzi dell’intero volume economico in questo ambito. La parte pubblica – cioè Comuni, Azienda Usl e Asp - si occupa prevalentemente dei servizi di accesso (di loro esclusiva competenza), con un volume economico pari a 5 milioni e 844mila euro. Davvero minima, infine, l’attività del privato profit, che gestisce solo l’1% dei servizi, esprimendo un volume economico di 326.000 euro (2% del totale).

Massiccia, invece, la presenza di realtà associative:  sul territorio sono attive 34 cooperative sociali (di cui 31 nella sola Cesena), 116 associazioni di volontariato operanti in ambito sociale e sociosanitario (di cui 101 a Cesena), 148 associazioni per la promozione sociale (delle quali 129 a Cesena), per un totale di 298 associazioni e cooperative sociali registrate.

“In questi numeri – commentano il sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alle Politiche per il Benessere dei Cittadini Simona Benedetti – c’è la fotografia dell’organizzazione distrettuale dei servizi sociali e sociosanitari, e già da essi risulta evidente come  il principio di sussidiarietà rappresenti la chiave di volta del sistema, a testimonianza  di quanto la società civile del nostro territorio sia viva e capace e del rapporto di collaborazione che enti pubblici e privato sociale hanno saputo costruire per garantire servizi importanti e, più in generale, per migliorare la qualità della vita dei cittadini. E, soprattutto in questo momento di difficoltà e di sempre minore disponibilità di risorse, essere riusciti a creare questo intreccio virtuoso contribuisce a rendere più stabile la tenuta della nostra rete dei servizi. L’affidamento di responsabilità sempre maggiori al terzo settore non significa, naturalmente, un’abdicazione da parte del pubblico, che mantiene per sé i compiti di regia, indirizzo, controllo e programmazione e lo fa in stretto contatto con le parti sociali”.

Entrando nel dettaglio, il mondo del volontariato collabora alla gestione del 33% dei servizi/attività, ma proprio per  la sua natura gratuita e solidale, l’incidenza del suo costo economico è pari solo al 2% della spesa totale (poco più di 421mila euro). Il privato non profit, invece,  gestisce circa il 36% dei servizi/attività (poco più del volontariato) ma con valore economico molto alto, circa 11 milioni e 750mila euro, pari al 64% della spesa complessiva. Ciò è dovuto, soprattutto, al fatto che il privato nonprofit ha in carico alcuni dei servizi più onerosi: si occupa della gestione di molte strutture residenziali e semi-residenziali per anziani disabili e minori, dell’assistenza domiciliare, degli inserimenti lavorativi ecc..

Su quest’ultimo aspetto, vale la pena di segnalare che nel solo territorio di Cesena sono 351 gli operatori svantaggiati che hanno trovato un posto nel mondo del lavoro grazie alle cooperative sociali. Particolarmente stretta, su questo versante, la collaborazione dell’Amministrazione:  solo nell’ambito dei servizi comunali affidati direttamente dal Comune alle cooperative sociali di tipo B, operano 12 cooperative sociali, per un importo complessivo di 5.938.820 euro, impiegando  93 operatori svantaggiati.

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A completare il quadro, l’attività svolta dal pubblico. I comuni pur mantenendo la titolarità dei servizi e attività, ne gestiscono solo l’ 11% (occupandosi in maniera diretta per lo più servizi di accesso e presa in carico  svolti dagli assistenti sociali), per un ammontare economico di circa 1 milione e 448mila euro, pari a un 7% del totale. Dal canto suo l’Ausl gestisce il 5% dei servizi, con un incidenza economica di circa 1 milione e 749mila euro, mentre l’Asp interviene direttamente nella gestione del 15% dei servizi, per un volume economico pari a 2 milioni e 645mila euro.

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