Servizi sociali, la promessa: "Nessun taglio a risorse e servizi"

Crescono le famiglie a rischio di povertà seguite dai servizi (ora sono 1300 contro le 800 del 2009), mentre nel giro di due anni sono più che raddoppiate le procedure di sfratto

Crescono le famiglie a rischio di povertà seguite dai servizi (ora sono 1300 contro le 800 del 2009), mentre nel giro di due anni sono più che raddoppiate le procedure di sfratto. Ma, al contempo, sono aumentati anche gli inserimenti socio-lavorativi a beneficio di persone seguite dai servizi, è stata avviata una nuova modalità di definizione del progetto di vita per le persone disabili, è stata offerta una nuova risposta alle persone affette da demenza, con l’apertura del centro diurno specialistico.

Questi sono solo alcuni dei nuovi progetti che, nonostante il calo di risorse e l’aumento dei bisogni, l’Amministrazione comunale è riuscita ad attivare nel corso del 2012 accanto alla normale attività.  E anche per il futuro  l’Amministrazione conferma la volontà di difendere la rete dei servizi, escludendo tagli alle risorse e ai servizi, ma anche rimarcando la necessità di una maggiore flessibilità nella programmazione per attivare risposte ai nuovi bisogni, con particolare riferimento all’emergenza lavoro e casa. A ribadirlo sono il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alle Politiche per il Benessere dei cittadini Simona Benedetti in una nota, indirizzata ai capigruppo, con la quale tracciano una sintesi dei principali progetti attuati dai Servizi Sociali nell’ultimo anno.

"Facendo seguito alle comunicazioni già inviate nei giorni scorsi, vogliamo aggiornarvi in merito alla attività dell’Assessorato ai Servizi Sociali, con una sintesi dei principali progetti realizzati nel corso del 2012, suddivisi nelle seguenti aree di intervento - evidenziano Lucchi e Benedetti -: bambini e famiglie, non autosufficienza/anziani e persone con disabilità, contrasto alla povertà, lavoro, integrazione sociale, sistema territorio. Questa mole di attività, naturalmente, si è affiancata al costante lavoro del settore nelle varie aree in cui è impegnato a sostegno dei cittadini più fragili e in maggiore difficoltà. Un’attività che in questa fase difficile è divenuta sempre più importante".

"Il confronto quotidiano con i problemi delle famiglie e dei bambini, degli anziani, dei portatori di disabilità, conferma la necessità da parte dell’Amministrazione comunale di continuare a difendere la rete dei servizi, nella consapevolezza che la tenuta della nostra comunità si fonda in particolare su di essa - continuano il sindaco e l'assessore -. La sintesi di sotto riportata è significativa di un impegno, ordinario e straordinario, a difesa delle persone e caratterizzato da una sempre più stringente interazione fra gli interventi sanitari e gli interventi sociali, siano essi di natura assistenzialista, che vocati al recupero psico-fisico e all’integrazione sociale di tutti i cittadini".

"Solo per sottolineare qualche numero, si può dire che dal 2009 al 2012 le famiglie in situazione di povertà seguite dai servizi sono passate da 800 a 1.300. Contestualmente, il trend delle risorse nazionali destinate agli enti locali per la programmazione socio-sanitaria è passato dai 2.227 milioni del 2008 ai 427 del 2011 - aggiungono Lucchi e Benedetti -. E’ questo il contesto politico ed istituzionale nel quale, con il fondamentale ma non esaustivo apporto della Regione Emilia-Romagna, l’Amministrazione comunale ha continuato ad operare, centrando obiettivi di grande rilevanza valoriale: nessun taglio alle risorse complessive destinate ai servizi sociali; nessuna chiusura o soppressione per i servizi; flessibilità nella programmazione e attivazione di risposte ai nuovi bisogni, con particolare riferimento all’emergenza lavoro e casa".

BAMBINI E FAMIGLIE - "La crisi economica ha decisamente accentuato le situazioni di fragilità genitoriale e di conflittualità familiare. Con l’obiettivo di supportare i nuclei più in difficoltà e, in particolare, di tutelare i bambini, nel 2012 è partito il progetto innovativo di prossimità familiare - sottolineano Lucchi e Benedetti -. Attualmente sono 5 le famiglie – per un numero complessivo di circa 50 persone coinvolte - che ne stanno direttamente beneficiando. Entro il mese di gennaio a queste si aggiungeranno altrettante famiglie, per un totale di circa altre 30 persone. Il progetto prevede un intervento protettivo da parte di un sistema familiare rivolto ad un’altra famiglia. L’affiancamento ed accompagnamento familiare è pensato come un intervento rivolto alla famiglia per sostenerla nel fronteggiare un aspetto difficile e critico del proprio percorso di vita".

Il sindaco e l'assessore ricordano "anche nel 2012 è proseguita la campagna di promozione e sensibilizzazione dell’Affido familiare avviata dall’Amministrazione nel 2009. In particolare l’anno appena concluso è stato dedicato alla promozione dell’Affido Diurno quale strumento utile a sostenere una famiglie in particolari momenti della giornata da parte di un’altra famiglia - debitamente formata - che si rende disponibile. L’attività di sensibilizzazione, sviluppata anche grazie alla collaborazione di 6 associazioni di volontariato, ha permesso l’organizzazione un ampio ventaglio di iniziative: 5 serate di cineforum, 2 spettacoli di burattini, 1 festa al parco per Fabio, 1 festa alla scuola primaria di ponte Abbadesse, che hanno visto la partecipazione di oltre 1.000 persone".

NON AUTOSUFFICIENZA – ANZIANI E PERSONE CON DISABILITA’ - "Si è concluso a giugno 2012 il percorso di riorganizzazione dei servizi rivolti alle persone con disabilità attraverso l’avvio di una nuova modalità di accoglienza e vicinanza alle famiglie e di definizione del progetto di vita - evidenziano Lucchi e Benedetti -. Si tratta di un progetto condiviso tra assistente sociale e persona disabile che analizza e promuove le capacità individuali in tutte aspetti della vita della persona. Ciò ha consentito una maggiore integrazione tra i professionisti ed una più ampia collaborazione con le persone disabili e le loro famiglie. Il percorso ha coinvolto 13 associazioni operanti nel campo della disabilità ed ha riguardato 553 persone con disabilità (di cui 101 minori). Sono state 58 le richieste di progetti di vita pervenute; di questi, 44 sono già stati definiti nel corso del 2012, mentre 14 sono in fase di realizzazione".

Viene sottolineato anche che "nel 2012 è stato aperto il centro diurno specialistico per persone affette da demenza , presso la casa residenza “Violante Malatesta”. Il Centro – nella cui gestione lavorano 7 operatori -  può ospitare venti utenti grazie all’equipe formata da psicologi, operatori socio-sanitari ed educatori che accompagna gli ospiti in attività manuali, progetti di stimolazione cognitiva, del linguaggio e dell’attenzione. Si tratta di un servizio specialistico e temporaneo finalizzato alla stabilizzazione dell’anziano e al suo inserimento in un altro servizio della rete: centro diurno ‘ordinario’, oppure assistenza a domicilio. Nelle 303 giornate di apertura (per un totale di 60 ore settimanali) il centro ha accolto complessivamente 30 utenti (di cui 14 utenti privati)".

CONTRASTO ALLA POVERTA’ - Il sindaco e l'assessore spiegano che "il mantenimento della casa si conferma uno dei principali problemi per un numero crescente di famiglie. Nel corso dell’anno, infatti, sono state messe a punto e attivate misure straordinarie destinate alle persone in grave emergenza abitativa, ovvero a rischio sfratto o a sfratto eseguito. Con tali interventi ad oggi sono state aiutate 155 persone per un ammontare complessivo di  77.809 euro. Ma le richieste di intervento ai servizi da parte delle famiglie sono state oltre 200. Il problema degli sfratti sta diventando sempre più forte anche nella nostra realtà, come indicano i dati a disposizione. Nel 2010 le procedure di sfratto erano circa 100; nel 2011 sono più che raddoppiate arrivando a quota 238, mentre nel solo periodo gennaio – luglio 2012 (il dato luglio-dicembre non ci è ancora stato comunicato) se ne son già contate 225".

"L’apertura del centro di emergenza per l’accoglienza notturna – servizio mai stato attivato in città prima d’ora -  è indicativa di una situazione di precarietà economica e sociale straordinaria. Attivato col concorso di A.S.P. Cesena Valle Savio e la collaborazione dell'Associazione Mater Caritas, è stato sperimentalmente aperto dal 23 dicembre 2011 fino al 15 marzo 2012 presso il complesso ex Comandini per offrire riparo nei mesi più freddi alle persone per varie ragioni senza fissa dimora - continuano l'assessore e il sindaco -. Ha ospitato complessivamente 53 persone di diversa provenienza. Le etnie maggiormente presenti sono state quella rumena e tunisina. Si tratta per lo più di uomini (45) mentre solo 8 sono state le donne. Dopo quella prima fase, l’esperienza prosegue anche per l’inverno 2012-2013, nei locali del complesso ex - Roverella di proprietà A.S.P. Distretto Cesena Valle Savio".

LAVORO - "Dalla fine del 2010 un nuovo protocollo siglato in Prefettura con le altre Istituzione e tutte le forse sindacali ed economiche del territorio ha permesso di avviare percorsi di inserimento lavorativo anche nei confronti di persone disoccupate, anziani poveri autosufficienti e giovani fragili - spiegano Lucchi e Benedetti -. Rispetto al 2011, sono raddoppiati gli inserimenti socio-lavorativi  (triplicati rispetto al 2010) a beneficio di persone seguite dai servizi sociali che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica o a grave rischio di marginalità. Nel 2012, infatti, gli inserimenti socio-lavorativi hanno raggiunto il numero di 144. Di questi, 43 hanno riguardato persone con  grave disagio sociale, 2 persone con problematiche di tossicodipendenza, 60 persone disoccupate, 25 giovani in condizioni di grave disagio e 14 profughi".

INTEGRAZIONE - "Il progetto “NATI E CRESCIUTI QUI” è stato premiato dalla Provincia di Roma nella V Edizione del “Premio Tom Benetollo - Per le buone pratiche locali”: NATI E CRESCIUTI QUI è un progetto biennale che prende avvio dalla constatazione che la città di Cesena - attraverso l’azione di servizi, parrocchie, gruppi scout, volontariato, associazionismo di promozione sociale e, più in generale, della società civile a vario titolo organizzata - sta realizzando iniziative che promuovono la partecipazione attiva, l’aggregazione e le esperienze, dove i protagonisti principali sono proprio ragazzi e ragazze italiani le cui famiglie di origine provengono da paesi extra UE. Il progetto ha interessato 110 associazioni ed ha portato alla mappatura di 23 progetti significativi, che vedono coinvolti, complessivamente, circa 600 giovani stranieri".

"Nel corso del 2012 è proseguita l’accoglienza dei 32 profughi del Nord Africa. Tutti i profughi si sono resi utili nella realizzazione di piccoli lavoretti di pubblica utilità (ad esempio hanno garantito la spalatura della neve presso le strutture ospedaliere durante il nevone). Alcuni di loro sono riusciti ad imparare un mestiere artigianale e stanno iniziando le prime esperienze di lavoro autonomo, mentre altri lavorano in agricoltura. Da aprile 2011 a maggio 2012 sono stati organizzati corsi di italiano all'interno delle strutture per un totale di 18 ore settimanali (72 ore mensili) suddivise su tre classi. Tutte le spese inerenti – per un importo di 450mila euro – sono state coperte interamente dal Ministero dell’Interno", continuano sindaco e assessore.

SISTEMA TERRITORIO - Lucchi e Benedetti chiariscono che "nell’ottica della programmazione socio-sanitaria locale, nel primo semestre del 2012 si è proceduto a definire il programma attuativo 2012 (PAA) del piano di zona per la salute e benessere sociale. Il PAA 2012 è stato il frutto di un percorso condiviso con il mondo del terzo settore, le organizzazioni sindacali e i diversi attori coinvolti nel territorio: per metterlo a punto si sono riuniti 7 tavoli tematici (per un totale di 139 partecipanti) e 5 tavoli tecnici istituzionali, mentre all’assemblea plenaria conclusiva hanno partecipato 110 persone".

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"Infine, ma non meno importante, ricordiamo l’attività 2012 per l’aggiornamento dei contratti con gli enti gestori dei servizi per anziani e persone con disabilità, in linea con quanto richiesto dalla Regione (che riconduce il percorso di contrattazione ad un quadro di riferimento unico). Il processo ha interessato 15 enti per l’area anziani, 2 per l’assistenza domiciliare e 6 per l’area disabilità", concludono.

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