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Arriva Miriano a Cesena: "La donna è il primo collante del matrimonio, uscire dalla logica del dominio"

Oltre 600 persone hanno assistito e partecipato al dialogo-intervista condotta dal direttore del settimanale Corriere Cesenate Francesco Zanotti. Il direttore ha posto anche numerose domande giunte dal pubblico via sms. "Famiglia capovolta" era il tema della serata

Giovedì sera si è chiusa la rassegna promossa dalla diocesi Cesena-Sarsina “Dialoghi con la città”. A tener banco la giornalista e scrittrice Costanza Miriano nota al grande pubblico per aver scritto tre libri molto letti e dibattuti “Sposati e sii sottomessa”, “Sposati e muori per lei” e “Obbedire è meglio”, e preceduta nel suo arrivo a Cesena da una polemica dell’Udi (Unione donne italiane) relativa al titolo del suo libro “Sposati e sii sottomessa”. Questa stessa area di pensiero, in particolare rappresentata dall’ associazione “Rimbaud” e altri gruppi di Forlì (una ventina di giovani), al termine della serata e all’uscita dall’incontro, ha contestato la scrittrice, “la quale ha spiegato che non le era mai successo un fatto del genere”, come riporta sul proprio sito internet il settimanale “Corriere Cesenate”.


 

Oltre 600 persone hanno assistito e partecipato al dialogo-intervista condotta dal direttore del settimanale Corriere Cesenate Francesco Zanotti. Il direttore ha posto anche numerose domande giunte dal pubblico via sms. “Famiglia capovolta” era il tema della serata. Una famiglia capovolta in termini di ruoli e di genere, capovolto il concetto di matrimonio, capovolto il concetto di libertà all’interno della dinamica di coppia.


La giornalista, nativa di Perugia, risponde in modo ironico, ma netto a tutte le domande sottopostole dai presenti. Non nasconde la sua fede cristiana, anzi, così risponde a chi le chiede se ha ancora un valore dire le parole “per sempre” all’interno del matrimonio. “Innanzitutto secondo me se uno non crede in Dio, allora non ha nemmeno senso che si sposi. È facile condividere le cose belle del matrimonio come le vacanze o il dormire nello stesso letto. Ma chi te lo fa fare di condividere anche le cose brutte come lavare i piatti se non fosse per Dio?”.


 

Dai suoi racconti di vita emerge una donna emancipata, libera di essere moglie, madre, lavoratrice, amica. Una donna libera di esprimere il suo limite, ma al contempo consapevole di essere il primo collante della vita matrimoniale. “Nella relazione è la donna che ha il controllo. La donna ha un enorme potere e lo deve usare per servire l’uomo. Così come l’uomo deve usare la sua forza per proteggere la sua famiglia”. Continua: “La proposta cristiana è quella di uscire dalla logica del dominio del maschio. Uomini e donne devono uscire da questo meccanismo di potenza e sottomissione e renderlo utile alla famiglia”.


 

Ammette di non riuscire a dedicare ai figli il tempo che desidera, come lo è quando incita i movimenti femministi a manifestare in difesa della condizione di precarietà in cui versa il lavoro femminile. “Bisognerebbe scendere in piazza con i forconi per difendere le condizioni lavorative delle donne. Devono essere tutelate, perché le donne che fanno i figli sono un bene per la società. Queste devono avere la libertà di poter scegliere se fare la mamma o lavorare. Non gli deve venire imposto da un sistema”.


 

Affronta il tema dell’eroe del mondo moderno. “La cultura dominante oggi è quella di seguire il proprio istinto. Mentre una volta gli eroi erano quelli che cercavano di andare oltre l’umano, oggi gli eroi sono diventati quelli che seguono solo l’umano”. Critica quella cultura, oramai imperante, sempre meno propensa all’ascolto, al sacrificio e al perdono. “Il perdono in una coppia è realmente praticabile. Bisogna perdonarsi l’uno con l’altra di essere così diversi. Solo in questo modo ci si potrà realmente amare”.


 

La scrittrice, contrapponendosi al concetto attuale di libertà sessuale, richiama le coppie più giovani a vivere il fidanzamento nella castità. “Io ho vissuto  il fidanzamento nella castità, come dice la Chiesa e ho riscontrato una convenienza nella mia vita matrimoniale”. Con lei cadono molti miti della cultura moderna, così parla della donna che vuol fare carriera. “Per fare carriera a certi livelli non puoi fare bene la mamma. I figli hanno bisogno della sua presenza. Le donne non sono fatte per mettere da parte la vita di relazione e dar spazio alla carriera”.


 

Infine, esprime la sua personale preoccupazione quando entra nel merito della teoria del gender. “Papa Francesco dice che la famiglia è sotto attacco soprattutto a causa della ideologia gender. Il pericolo per la famiglia è che maschio e femmina non siano più indispensabili l’uno all’altra”.

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