"E se ci separiamo?": "Ipazia liberedonne" affronta il tema del disegno di legge "Pillon"

Convegno "E se ci separiamo?" organizzato da "Ipazia liberedonne", associazione che si è costituita a Cesena da nemmeno due mesi per difendere i diritti delle donne

Sala del palazzo del Ridotto strapiena per il convegno "E se ci separiamo?" organizzato da "Ipazia liberedonne", associazione che si è costituita a Cesena da nemmeno due mesi per difendere i diritti delle donne a 360 gradi. Il convegno, che per gli avvocati vale anche come corso di formazione, ha affrontato il tema del disegno di legge  Simone Pillon sul diritto della famiglia e sul tema delle separazioni. Si tratta di un disegno di legge, a firma del leghista Simone Pillon, non ancora realizzato ma sempre sul tavolo del governo in attesa di essere esaminato. 

Al banco dei relatori, l'avvocato Antonella Saccomani, la psicoanalista di Bologna Paola Francesconi, Maria Serenella Pignotti, pediatra e medico legale, Antonella Penati, presidente dell'associazione "Federico nel cuore".  Molto diretta l'avvocato Antonella Saccomani che, sintetizzando l'anima del convegno, ha elencato uno dopo l'altro i problemi che può sollevare il Ddl Pillon. "In un momento in cui per separarsi non servono più 3 anni ma 6 mesi, in cui si pensa alle convivenze, e si cerca di dare massima libertà ai soggetti che si separano nell'interesse del bene dei figli, il Ddl Pillon cala dall'alto una regola preconfezionata, incapace, secondo la mia esperienza di avvocato, di leggere la realtà - spiega Saccomani - Prima di tutto obbliga a una mediazione anche se i genitori non hanno nessuna intenzione di mediare. Magari anche a fronte di violenze fisiche e psicologiche, il Ddl Pillon costringe i genitori ad allungare i tempi, sfilacciando ancora di più quello che resta di un'ex famiglia. Quello che serve in questi casi, lo sanno sia i giudici che gli avvocati, sono regole precise da rispettare".

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"Secondo punto: la bigenitorialità al 50%. Questo serve a creare quello che in gergo viene chiamato "figlio con la valigia" che si sposta tre giorni da uno e tre giorni dall'altro. Si parla tanto di accrescere la responsabilità genitoriale, e invece qui si fa di tutto per dividere la genitorialità. E tutto a scapito dei bambini. Terzo punto: viene abolito l'assegno di mantenimento. Secondo il Ddl Pillon il mantenimento dev'essere diretto. Ognuno, per la parte in cui tiene il bambino, deve corrispondere. Questo crea, ovviamente, disparità di trattamento a seconda se un genitore dispone più o meno di soldi. Ma il problema più grande sarà che se uno dei due genitori non ottempererà all'obbligo della bigenitorialità, come spesso avviene nella realtà, l'altro dovrà anticipare tutti i costi avendo in cambio meno possibilità di avviare una sanzione per il genitore manchevole. In ultimo viene abolita anche la casa familiare. Se la casa è del padre, resta a lui, e la madre deve cercarsi casa per ospitare il figlio. Questo provvedimento può essere giusto in una società in cui la donna viene trattata in modo paritario anche sul lavoro, ma in una società come la nostra, e sono i dati a raccontarcelo, dove le donne, soprattutto dopo aver avuto figli, hanno più problemi col lavoro e a uguale lavoro hanno stipendi più bassi, invece di essere un trattamento paritario diventa ingiusto. Per molte donne sarà difficile, infatti, potersi permettere una situazione ideale dove ospitare i figli, e quindi diventerà più difficile che la moglie chieda la separazione". 

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