Le 'Sentinelle in piedi' arrivano a Cesena: pronta anche la contro manifestazione

Le "Sentinelle in piedi" sbarcano anche a Cesena. Il gruppo su Facebook è nato a gennaio, e ha subito organizzato per sabato prossimo una delle cosiddette 'veglie. Il gruppo 'Rimbaud Lgbtqie - Cesena' sta già organizzando la contro manifestazione, che si svolgerà in contemporanea

La manifestazione a Forlì

Le “Sentinelle in piedi” sbarcano anche a Cesena. Il gruppo su Facebook è nato a gennaio, e ha subito organizzato per sabato prossimo una delle cosiddette 'veglie', in piazza Del Popolo alle 17. Questo movimento si presenta sul sito ufficiale come un un gruppo di persone che “vegliano su quanto accade nella società denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà, per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna”. Il gruppo 'Rimbaud Lgbtqie – Cesena' sta già organizzando la contromanifestazione, che si svolgerà in contemporanea, nello stesso luogo, per “la libertà dall'omofobia”.

CHI SONO LE SENTINELLE IN PIEDI - Un'ora in piedi, in silenzio, leggendo un libro, così si svolgono le manifestazioni dalle 'sentinelle'. In Italia le 'Sentinelle in piedi' sono nate, si legge sempre sul sito,  “in difesa della libertà di espressione messa in discussione dal decreto Scalfarotto, già approvato dalla Camera e ora al Senato. Presentato come necessario per fermare atti di violenza e aggressione nei confronti di persone con tendenze omosessuali, il testo è invece fortemente liberticida in quanto non specifica cosa si intende per omofobia lasciando al giudice la facoltà di distinguere tra un episodio di discriminazione e una semplice opinione. Con questa legge chiunque faccia rifermento ad un modello di famiglia fondato sull’unione tra un uomo ed una donna, o sia contrario all’adozione di bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso, potrebbe essere denunciato e rischiare fino a un anno e sei mesi di carcere. Noi non accettiamo di non poter esprimere le nostre opinioni, per questo vegliamo. Con la bocca chiusa ma gli occhi aperti,  in piedi nelle piazze come ogni giorno nelle nostre vite, ci mobilitiamo per mostrare la nostra fermezza nel dire che non sarà una legge a zittire le nostre coscienze”.

“Vegliamo sullo stile dei Veilleurs debout francesi: in rigoroso silenzio, a due metri di distanza l’uno dall’altro,  leggendo un libro in segno della formazione permanente di cui tutti abbiamo costantemente bisogno, rivolti nella stessa direzione che è quella di un futuro migliore. Vegliamo nelle piazze italiane di fronte ai luoghi di potere, con la nostra presenza numerosa e silenziosa ribadiamo che non è possibile zittire le coscienze di chi ha gli occhi aperti”, spiegano le 'sentinelle'.

LA CONTRO MANIFESTAZIONE -  “La loro forma di protesta è solo apparentemente civile. Il rifiuto di qualsiasi dialogo, la chiusura modello falange macedone, il mutismo ottuso, il nome stesso "sentinelle" denunciano una violenza spirituale senza confini. La violenza disumana di chi non ti riconosce, di chi non ti rivolge nemmeno la parola mentre contrasta i tuoi diritti. Una manifestazione, la loro, all'insegna del "odia il prossimo tuo" – si legge sulla pagina Fb dell'evento, organizzato da 'Rimbaud Lgbtqie – Cesena' -  Intendiamo non interferire minimamente con loro, perché noi ci crediamo veramente alla libertà. Li contrasteremo dicendo semplicemente "io sono qui" e mostrando quello che siamo: allegri, colorati, dialoganti, aperti, spiritosi, amichevoli, simpatici, giocosi. Al grigiore quadrato delle sentinelle opporremo palloncini, sorrisi e divertimento. Sono le benvenute le famiglie di tutti i colori e combinazioni,  per noi le vere protagoniste, perché la famiglia è là dove si creano legami, solidarietà e sostegno reciproco, è là dove si esprime con la massima intensità ciò che ci rende umani”.

“L'orientamento sessuale di chi verrà a dire "io sono qui" non è importante, perché questa è una battaglia di civiltà che riguarda tutti, una battaglia per la libertà di essere se stessi senza vergogna né paura.  - dicono gli organizzatori - Ci piacerebbe che i partecipanti, indipendentemente da ciò che sono, avessero cartelli con "io sono gay", "io sono lesbica", "io sono trans" e così via, perché è importante mettersi nei panni dell'altro per capirne le sofferenze e per reagire in sua difesa. Ognuno deve farsi "scudo umano" per chi non si sente in grado di farlo per sé, per contrastare l'odio omofobico quando si palesa in battute, frecciate, insinuazioni, pettegolezzi, offese e aggressioni. Perché solo con l'aiuto delle persone di buon cuore, della società civile, delle istituzioni, si potrà superare questa misera cultura che nutre le radici dell'omofobia. Ognuno deve diventare un partigiano per la libertà dall'omofobia e combatterla tutti i giorni”.

GIOVANI DEMOCRATICI - I Giovani Democratici saranno al fianco del Gruppo Rimbaud per riaffermare "che l'amore è tale in ogni forma e non dev'essere represso a causa delle idee ottuse e medievali di una minoranza". I Giovani Democratici si schierano "dalla parte dei diritti senza limitazioni di ordine religioso né ideologico. La manifestazione sarà senza provocazioni, colorata e assolutamente pacifica poichè sappiamo bene che solo chi non ha idee usa la violenza fisica e psicologica. Questo è solo l'inizio di un percorso di azione politica per i diritti e la libertà che continueremo fin quando sarà necessario".

SEL - Sel sarà presente all'incontro manifestazione "che si contrapporrà alla falange silenziosa delle sentinelle omofobiche. Ci saremo, per portare allegria, pensiero, parola e comunicazione. Ci saremo per dire, con poesie, musica e riflessioni sulla solidarietà e sui diritti di tutti/e e per tutti che non è proibendo ad altri la ricerca della felicità che si costruisce una società inclusiva, solidale, amica. Ci saremo per dire che il chiudersi nel rifiuto del confronto, nell'odio e nell'intransigenza, conditi anche da tanta insicurezza, non porta ad una società migliore, ma ad una società clericale ed oltranzista, ad un "sultanato" di chi odia. Invitiamo tutti i cittadini convinti che occorre ricostruire una società più umana e più giusta, ad essere con noi e con le associazioni, i partiti e gli uomini e le donne che preferiscono l'amore all'odio, sabato pomeriggio in piazza del popolo, dalle ore 17. Tanti palloncini e tanta felicità per accerchiare pacificamente chi si chiude nel suo odio".

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