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Sentinelle in piedi, coda di polemiche. I Giovani Democratici: "La Diocesi non tollera le idee altrui"

La manifestazione di sabato pomeriggio delle "Sentinelle in piedi" lascia uno strascico di polemiche. A "duellare" è la stampa cattolica cittadina, col suo direttore Francesco Zanotti e i Giovani Democratici, il movimento giovanile del Partito Democratico. Il botta e risposta nasce da un articolo di commento

La manifestazione di sabato pomeriggio delle “Sentinelle in piedi” lascia uno strascico di polemiche. A “duellare” è la stampa cattolica cittadina, col suo direttore Francesco Zanotti e i Giovani Democratici, il movimento giovanile del Partito Democratico. Il botta e risposta nasce da un articolo di commento contenuto all’interno dell’ultimo numero del Corriere Cesenate in cui Zanotti esprime perplessità in particolare sulla contromanifestazione organizzata sabato pomeriggio per “contrastare” i valori espressi dalle “Sentinelle”.
 

Come è noto, infatti, anche a Cesena, come accaduto in altre città prima, la manifestazione delle Sentinelle in piedi (che consiste nello stare in piedi allineati e in silenzio immersi nella lettura, in quanto a detta delle Sentinelle il ddl Scalfarotto sull’omofobia introdurrebbe anche un presunto reato di opinione), è stata affiancata da una contromanifestazione organizzata dalle associazioni omosessuali e ha ricevuto l’appoggio dei Giovani Democratrici.

IL COMMENTO. Zanotti in poche righe commenta “Devo dire che è interessante questa maniera di procedere. Uno decide di manifestare, in maniera silenziosa e pacifica, e un altro decide di venire, con intenti del tutto opposti, nello stesso luogo e nello stesso momento a manifestare a sua volta non si sa bene cosa. È di certo un bel modo di essere democratici. Ma le rassicurazioni arrivano da tutti quelli che faranno contromanifestazioni. Tutti promettono che la presenza “sarà senza provocazioni, colorata e assolutamente pacifica poiché sappiamo bene che solo chi non ha idee usa la violenza fisica e psicologica”. Peccato, però, che nello stesso comunicato i Giovani Democratici scrivano che “saremo a fianco del gruppo Rimbaud a riaffermare che l’amore è tale in ogni forma e non dev’essere represso a causa delle idee ottuse e medievali di una minoranza”. Non mi pare un grande inizio”.
 

Il Corriere Cesenate, infine, ribadisce la posizione della Chiesa a favore della famiglia, che in termini giornalistici viene spesso definita come “famiglia tradizionale”. Per il commento di Zanotti “Quando accanto alla parola famiglia leggo o sento l’aggettivo “tradizionale” non comprendo cosa si voglia dire. Di famiglia ne esiste una sola, quella regolata dall’articolo 29 della Costituzione italiana: la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Per il resto: ciascuno faccia ciò che crede, nel rispetto della legge e del prossimo, ma non chiamiamo famiglia ciò che famiglia non è”.
 

LA RISPOSTA. Replicano da parte loro i Giovani Democratici: “Secondo il “Corriere Cesenate”, il settimanale diocesano locale, in particolare i Giovani Democratici di Cesena e con noi le altre associazioni che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Gruppo Rimbaud Lgbtqie di Cesena, saremmo dovuti scendere in piazza a manifestare con intenti tutt’altro che pacifici e senza alcuna apparente motivazione. Sia in vari comunicati da noi inviati alla stampa, che sui nostri social network, abbiamo sempre espresso il nostro intento pacifico e la volontà di non interferire in alcun modo nella manifestazione delle “Sentinelle in piedi”, perché noi alla libertà di espressione ci crediamo veramente. Ora è evidente agli occhi di tutti, la nostra manifestazione è stata pacifica come da noi annunciata. Ed ha avuto anche un ottimo successo. Sono accorse numerose associazioni, singoli, famiglie, giovani ed anziani per affermare e ribadire un secco no all’omofobia”.

Ed ancora: “Noi Giovani Democratici, a differenza di come la stampa diocesana ci vuole deliberatamente dipingere, abbiamo sempre cercato il dialogo. E lo dimostrano le nostre numerose iniziative che in questi anni abbiamo organizzato: dai dibattiti pubblici ai cineforum, dai momenti di riflessione ai banchetti organizzati nelle piazze per confrontarci direttamente con i cittadini cesenati. Aggiungiamo se il direttore Francesco Zanotti lo vorrà e lo terrà opportuno noi saremo pronti ad invitarlo ad una serata per trattare questo delicato tema”.
 

Ed infine sul concetto di “famiglia”: “Inoltre il direttore del Corriere Cesenate afferma di non comprendere la necessità di specificare l'aggettivo "tradizionale" a fianco della parola "famiglia", in quanto la famiglia sarebbe una sola e non avrebbe bisogno di aggettivi per definirla ulteriormente. E si cita l'articolo 29 della Costituzione (ma solo il primo comma) come fondamento di questa affermazione. Noi pensiamo che l'articolo 29 debba essere letto per intero e bene:«La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare». Dunque la Costituzione non fa mai riferimento ad un marito ed ad una moglie, ma anzi afferma che il matrimonio è ordinamento dalla legge italiana, pertanto noi ci batteremo affinché la Legge dello Stato Italiano (che, come afferma l’articolo 7 della Costituzione, è indipendente e sovrano) riconosca anche il matrimonio contratto fra persone dello stesso sesso. Ribadiamo il nostro impegno per contrastare - che non significa privare gli altri del diritto di parola ed espressione ma significa il poter affermare “ci siamo anche noi e non la pensiamo affatto come voi” - il diffondersi nella società di idee ottuse e medievali. Insomma ci si accusa, da vari fronti, di arroganza e di censura, semplicemente perché abbiamo espresso il nostro parere sulla questione e siamo scesi in piazza pacificamente insieme a tante altre associazioni per manifestare il nostro pensiero. Sono le Sentinelle, la Diocesi ed il Corriere Cesenate che non sopportano il pensiero altrui. In verità la nostra, più che arroganza, si chiama democrazia”.

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