Sentenza definitiva: il Comune perde la causa milionaria per la vicenda "I Gessi"

Sentenza definitiva per il Comune di Cesena, che perde una causa milionaria che si trascina da anni per il “caso verande” ed in particolare per la società che avrebbe dovuto gestire "I Gessi"

Sentenza definitiva per il Comune di Cesena, che perde una causa milionaria che si trascina da anni per il “caso verande” ed in particolare per la società che avrebbe dovuto gestire l'immobile in cui si insediò il ristorante “I Gessi”. Nella mattinata di martedì è giunta la sentenza della Corte di Cassazione, relativa al ricorso presentato dal Comune di Cesena contro la sentenza di condanna in secondo grado per la vicenda de I Gessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal Comune, confermando così la sentenza di secondo grado che accoglieva le richieste della società ricorrente. Si tratta quindi di una sconfitta nell'ultimo e definitivo grado di giudizio.

La sentenza di secondo grado rinviò ad un’ulteriore analisi la quantificazione del danno che il Comune è chiamato a risarcire alla società Al Monte, ma tale danno ammonterà presumibilmente a milioni di euro. Tale perizia è ancora in corso. Dal Comune scrivono che si procederà a fare rivalsa nei confronti dei firmatari degli atti dell'epoca: “Come più volte affermato, attendiamo la quantificazione definitiva del risarcimento che l’Amministrazione dovrà corrispondere alla società Al Monte. Con tale atto, stante conclusione dell’iter giuridico relativo agli atti di concessione dell’immobile, naturalmente l’Amministrazione avvierà una azione di rivalsa nei confronti di coloro che, per conto del nostro Ente, sottoscrissero tali atti”.

DAVIDE FABBRI – Sul caso interviene il blogger e politico Davide Fabbri “Sono in ballo la bellezza di 4 milioni di euro di risarcimento danni. Oggi c'è stata una sentenza giudiziaria attesa e annunciata, molto importante per le casse del Comune di Cesena, cioè per l'intera collettività. E' una sonora sconfitta definitiva del Comune di Cesena, è una sonora sconfitta del sindaco Paolo Lucchi, che aveva avuto tutte le possibilità per chiudere il contenzioso. Le casse comunali dovranno rifondere ai privati ingenti soldi della collettività (il sindaco Paolo Lucchi ha già messo a bilancio le cifre necessarie). Oltre al risarcimento immediato del danno ai privati (le cifre esatte del risarcimento verranno stabilite con altra e separata sentenza prevista a Forlì il 18 ottobre prossimo), in ballo vi sono responsabilità in merito al danno all’erario comunale e spreco di danaro pubblico. E’ stato infatti mandato in malora un bene pubblico (un immobile appartenente al patrimonio disponibile del Comune) e per anni è stato in forte degrado il parco pubblico circostante l’ex ristorante”.

“Paolo Lucchi non potrà continuare a chiamarsi fuori dalle proprie di responsabilità, in quanto - da sindaco della città - avendo incontrato in diverse occasioni la società Al Monte, aveva le possibilità di chiudere la controversia e trovare una soluzione ragionevole tramite transazione, evitando una sconfitta sonora e annunciata. Tutto questo il sindaco Lucchi non lo ha fatto. Ha invece affermato in diverse occasioni che «in caso di conclusione negativa del percorso giudiziario, nessun onere finanziario verrà scaricato sui cesenati. Infatti, in caso di condanna definitiva, l’Amministrazione comunale intende avviare un’azione di rivalsa diretta nei confronti dei responsabili della sottoscrizione degli atti ritenuti illegittimi dal tribunale». Paolo Lucchi intende cioè rivalersi economicamente sull’ex sindaco Giordano Conti e altri funzionari dell'epoca”

LA QUESTIONE - Tutto è partito nel giugno del 2001: il Comune di Cesena bandì una gara pubblica per assegnare l’immobile di via del Monte 1534, da adibire a ristorante, mettendo a carico dell’aggiudicatario ogni spesa d’allestimento e una somma annuale, a corrispettivo dell’uso. Nel 2009 la società Al Monte – concessionaria del bene immobiliare comunale – chiuse il ristorante “I Gessi” per mancanza del certificato di agibilità definitiva. La veranda esterna del ristorante (destinata a contenere gran parte della clientela) era divenuta nei fatti abusiva dopo la scadenza dell'autorizzazione temporanea, disposizione ritenuta illegittima dalla magistratura. La veranda fu rimossa con ordinanza sindacale di demolizione del 15 novembre 2011. La società Al Monte srl, titolare della concessione comunale, successivamente fece causa al Comune, affermando di aver subìto un ingiusto danno, avendo intrapreso un progetto impegnativo di attività economica senza aver ricevuto dal Comune un adeguato avviso circa la dubbia legittimità del titolo edilizio che avrebbe consentito la realizzazione della veranda.

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