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L’esperienza di Ridracoli al Seminario nazionale "Dighe e Territorio"

Oggetto del Seminario è stato in particolare la volontà di sensibilizzare l’attenzione nel rilanciare una nuova fase strategica di gestione e approvvigionamento della risorsa idrica alla luce dei cambiamenti climatici in atto oltreché all’invecchiamento delle opere

La Diga di Ridracoli è stata protagonista ancora una volta negli ultimi giorni, dopo essere stata insignita del “Awarding certificate by esperts from pioneer and leader Countries in high concrete Dams” in China. Il contesto questa volta è stato il Seminario nazionale organizzato dall’Ordine Nazionale degli Ingegneri sul tema “Dighe e Territorio” che si è tenuto a Bologna giovedì nella sede della Regione Emilia-Romagna. Un’altra occasione in cui l’esperienza di Ridracoli è stata esempio tra le migliori esperienze di integrazione tra una infrastruttura pubblica costruita per vincere la sfida dell’approvigionamento di una risorsa fondamentale quale quella idrica e la salvaguardia delle peculiarità ambientali e sociali di un territorio.

A ottobre scorso la società Romagna Acque Società delle Fonti S.p.a. ha preso in consegna il premio di grande fama mondiale che viene riconosciuto ogni 7 anni a quelle opere che meglio hanno saputo coniugare utilizzo della risorsa idrica, gestione e rispetto ambientale e crescita economico-sociale. Oltre a Ridracoli sono state premiate le dighe di Xiaowan in China, Dworshak negli USA e Kurun III in Iran. Giovedì scorso, invece, l’esperienza di Ridarcoli è stata al centro dell’interesse nazionale quale una tra le migliori esperienze nel complesso rapporto tra dighe e territori nell’impiego e nella gestione della risorsa idrica. Oggetto del Seminario è stato in particolare la volontà di sensibilizzare l’attenzione nel rilanciare una nuova fase strategica di gestione e approvvigionamento della risorsa idrica alla luce dei cambiamenti climatici in atto oltreché all’invecchiamento delle opere.

A portare la testimonianza della Diga di Ridracoli erano presenti il presidente di Romagna Acque Tonino Bernabè e l’amministratore delegato Andrea Gambi, accompagnati dai Sindaci dei due comuni in cui risiede l’invaso di Ridracoli, il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini e il Sindaco di Santa Sofia Daniele Valbonesi. Dopo gli interventi più tecnici dei rappresentanti di Romagna Acque, i due Sindaci hanno focalizzato l’attenzione sul valore politico economico e sociale che l’esperienza della Diga di Ridracoli ha rappresentato per il territorio dell’appenino e per tutta la Romagna, la cui rete idrica è servita per oltre il 50% dall’invaso della diga, che fornisce acqua ogni anno a più di 950.000 cittadini da Ferrara a Rimini ed oltre a milioni di turisti.

Sinergici gli interventi con Valbonesi che ha ricordato la lungimiranza ed il coraggio delle istituzioni locali nel dare avvio ad un progetto che all’epoca della costruzione di Ridracoli era effettivamente pionieristico, ma che ha reso possibile disporre a tutta la Romagna di una disponibilità di risorsa idrica sufficiente per garantire lo sviluppo economico e sociale, grazie anche ad una gestione esercitata con attenzione e capacità progettuale. Baccini invece ha tratto spunto dalle riflessioni dei tecnici emerse durante il seminario per rilanciare il tema della progettualità futura. L’occasione è stata quella di descrivere come in Romagna – forti dell’esperienza già vissuta direttamente – si sia già avviata una riflessione sulle strategie future che dovranno essere messe in campo per far fronte alle problematiche di disponibilità della risorsa idrica che saranno minacciate sia dai cambiamenti climatici in atto che dal progressivo invecchiamento delle infrastrutture.

Una riflessione che ha già trovato riscontro nel “Manifesto per l’Acqua dell’Area Vasta Romagna” quale documento politico che si pone lo scopo di dettare un percorso condiviso e inclusivo finalizzato ad avviare  un piano di studio che, partendo dall’analisi della situazione attuale delle disponibilità nell’ambito dell’Area Vasta Romagna e dalle criticità che ne minacciano la disponibilità nei prossimi decenni, individui sin d’ora le misure e gli investimenti in grado di preservare la disponibilità e la qualità dell’acqua nei decenni futuri, garantendo sistemi di accumulo e gestione in grado di contrastare le criticità e di soddisfare le esigenze della domanda. Questo, a detta dei sue sindaci, per dare anche dimostrazione che la politica è ancora capace di interrogarsi e pianificare strategie a lungo termine, anticipando gli scenari, senza invece dover rincorrere le urgenze.
 

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