Cronaca

Scuole a Cesena, il 72% ha problemi di riscaldamento e a quasi la metà mancano i laboratori

La città malatestiana, quindi, con la qualità delle sue scuole attira iscritti da più luoghi, ma questo si trasforma, ogni anno, in carenze di aule e in scuole disseminate su più sedi

“La scuola si fa anche con gli studenti che ne sono parte integrante” dice Camilla Scarpa del coordinamento regionale della 'Rete degli Studenti Medi” dell'Emilia – Romagna. “Infatti proprio come studenti – continua la delegata – vogliamo contare sulle scelte che fanno le varie amministrazioni e proporre le nostre idee riguardo a interventi che non possono essere solo da tampone, ma vogliamo che siano strutturali e duraturi nel tempo. Cesena a questo riguardo è particolare e diversa dal resto della media delle città regionali. Qui si gioca su una rete scolastica che ogni anno aumenta il potenziale di studenti e nello stesso tempo non ha sviluppato, in questo caso da parte della  provincia, una proposta organica per  risolvere le problematiche una volta per tutte. Si va avanti un po' alla giornata senza che agli utenti, genitori e ragazzi, venga spiegato nulla, anzi spesso le decisioni vengono prese senza un minimo di colloquio e di chiarimento. Significativo è quando abbiamo criticato e chiesto di partecipare alle scelte sullo spostamento del corso dei geometri all'istituto Serra per dare spazio al liceo classico, da parte della provincia ci è stato detto di fare delle proposte e poi il giorno dopo abbiamo letto della decisione di  trasferimento sui giornali”.

La città malatestiana, quindi, con la qualità delle sue scuole attira iscritti da più luoghi, ma questo si trasforma, ogni anno, in carenze di aule e in scuole disseminate su più sedi. “Come Rete abbiamo fatto un'indagine negli istituti – dice Alexander Fiorentini studente dell'istituto agrario Garibaldi – e abbiamo appurato che il 43% è privo di aula magna e in stessa percentuale manca di laboratori, mentre ben il 72%  ha avuto problemi con il riscaldamento anche per due settimane per non parlare di molte scuole superiori che si reggono su più sedi  e della carenza di palestre. La mia stessa scuola, il Garibaldi – Da Vinci, vedrà le undici classi del corso di geometra il prossimo anno spostate al terzo piano presso l'istituto Serra. Il costo per la provincia si aggira sul milione e ottocentomila  euro che sarebbe stato meglio utilizzare presso la sede centrale mettendo in luogo un prefabbricato. Collocare i geometri ai piani alti, senza un ascensore, impedisce quindi che qualche disabile possa frequentare. Ma la criticità  non finisce qui, presso l'istituto agrario gli studenti stanno in una palazzina dove recentemente è crollato il soffitto del locale del personale ausiliario e agli studenti è stato detto di non saltare perchè potrebbe venire giù il pavimento. Durante il periodo del terremoto la preoccupazione era alta da parte di tutti in quanto la costruzione non è antisismica ”.

Problematiche analoghe legate alla cattiva manutenzione e anche alle aule troppo strette sono presenti pure al liceo scientifico Righi. “ Qui avviene – dicono gli studenti  Beatrice Antimi, Luca Cucchi, Pietro Spinelli – che alcune scale non possono essere utilizzate, mentre le classi del biennio con trenta allievi ciascuna sono costrette a stare inaule piccolissime e quest'anno dovranno venire anche alcune sezioni del liceo classico. Inoltre, quando piove, l'acqua dal soffitto entra nella palestra rendendo difficoltoso fare lezione”. Problematiche, quindi, che gli studenti vogliono affrontare coralmente con chi di dovere. Per il momento gli studenti si sono limitati a dei 'Flash Mob' con cartelloni  davanti alle scuole per indicare il proprio disagio e la volontà di contribuire a risolverlo. Chiedono anche un tavolo di confronto permanente.

 

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