Scuola multiculturale, una classe su dieci "sfora" la soglia di studenti stranieri

Forza Italia: “Bisogna avere il coraggio di dire la verità ai cittadini: nelle nostre scuole la multiculturalità non può e non deve essere la giustificazione di questa assurda situazione"

Nella provincia di Forlì-Cesena le classi in deroga, quelle che cioè superano la soglia del 30% di percentuale di studenti stranieri, sono circa una su dieci. Sono i dati che l'Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna ha comunicato che nell’anno scolastico 2017/18. 

In Regione sono pervenute oltre 111 mila domande di iscrizioni al primo anno delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado. Fra questi i soli iscritti alle elementari risultano essere secondo i dati provinciali: 7.799 a Bologna; 5.929 a Modena; 4.683 a Reggio Emilia; 3.446 a Parma; 3.346 a Forlì-Cesena; 3.033 a Ravenna; 2.706 a Rimini; 2.441 a Ferrara; 2.160 a Piacenza. Per disposizione ministeriale le classi nelle scuole statali devono essere costituite tenendo conto del limite massimo del 30% di alunni con cittadinanza non italiana. Ma se non è possibile rispettare i limiti allora si chiede la deroga: dai dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale risulta che nell’anno scolastico 2017-2018 la media regionale delle classi composte da stranieri oltre il limite del 30% è stata ben del 13,1% (3.278 classi in deroga su 24.929 totali). Squilibrio fra le classi che si riduce più aumenta il livello di istruzione scolastica, infatti, una distribuzione più equilibrata delle classi si ravvisa alle secondarie di secondo grado (0,6%), seguita dalle secondarie di primo grado (3,1%), dalle primarie (6,1%) e che vede, invece, all’ultimo posto l’infanzia (10,2%).

Se facciamo una graduatoria regionale sulle classi composte da “troppi stranieri” vediamo Piacenza spiccare al primo posto col suo 24% (409 classi in deroga su 1.704), seguita da Modena col 17,9% (763 su 4.253), Parma col 14,4% (352 su 2.437), Reggio Emilia col 14,3% (441 su 3.091), Bologna col 12,4% (647 su 5.232), Ferrara col 10% (185 su 1.843), Forlì-Cesena col 9,1% (219 su 2.398), Ravenna col 9% (186 su 2.056) e, infine, all’ultimo posto Rimini col 4% (76 classi su 1.915 totali).

Commentano Cristina Paolini, Responsabile dipartimento scuola Forza Italia Emilia Romagna e Enrico Sirotti Gaudenzi, membro del coordinamento regionale di Forza Italia: “La situazione della provincia di Forlì-Cesena è allarmante se si considera che questo dato, il 9,1%, va rapportato all’incidenza nel nostro territorio di minori stranieri nella fascia 0-18, che ricordiamolo a Forlì- Cesena rappresentano ben il 14%, il 16% a Ravenna, il 12% a Rimini (mentre a Piacenza il 21%)”.
A Cesena per esempio si assiste ad una “fuga” dalle scuole statali verso le scuole paritarie in centro storico, in particolare alla “Carducci” verso la Fondazione del Sacro Cuore. Sempre gli esponenti di  Forza Italia: “Bisogna avere il coraggio di dire la verità ai cittadini: nelle nostre scuole la multiculturalità non può e non deve essere la giustificazione di questa assurda situazione. Perchè i nostri figli o i nostri nipoti che si trovano in classi dove la maggior parte dei compagni non parla neanche una parola di italiano finiscono con l’addormentarsi sui banchi non per colpa di insegnanti intransigenti o troppo indulgenti, nè perchè bambini svogliati o non desiderosi di apprendere, ma per la noia di assistere a lezioni totalmente prive di stimoli che li privano dalla voglia di imparare. Questo è molto triste perchè come affermava lo stesso Aristotele “Tutti gli uomini per loro stessa natura desiderano imparare”, e, a maggior ragione, i bambini delle scuole elementari, esseri innocenti che spalancano con grande curiosità i loro occhi sul mondo”.
 

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