Oltre 135.000 studenti in Romagna, organici della scuola all'osso

Dai dati pubblicati dall'Ufficio Scolastico Regionale, in Emilia Romagna gli studenti aumenteranno nell'anno scolastico 2012/2013, di 8500 unità fino ad arrivare ad un totale di 525.575. Praticamente, l'incremento assorbe l'aumento nazionale che è complessivamente di 9000 studenti

Dai dati pubblicati dall’Ufficio Scolastico Regionale, in Emilia Romagna  gli studenti aumenteranno nell'anno scolastico 2012/2013, di 8500 unità fino ad arrivare ad un totale di 525.575. Praticamente, l'incremento assorbe l'aumento nazionale che è complessivamente di 9000 studenti. Di fronte a questo aumento, il Ministero risponde assegnando per ogni ordine e grado di scuola della regione  26 posti in più rispetto allo scorso anno. Si replica con i problemi di scarso organico.

In Romagna, in particolare, gli studenti in provincia di Forlì-Cesena saranno 50.720, nella provincia di Ravenna 44.388 e in quella di Rimini 40.383. La crescita degli studenti in Emilia Romagna, incontra un sistema scolastico regionale i cui indicatori hanno ormai abbondantemente superato i parametri fissati dalle ultime leggi finanziarie e, di gran lunga, la media nazionale.

Dice in una nota la Segreteria regionale FLC CGIL Emilia Romagna: “Lo scarto fra le risorse assegnate alla nostra regione e il fabbisogno correlato al numero di alunni, ha raggiunto limiti non più sopportabili  in termini comparativi e di equità. Ciò, in considerazione del fatto che, la scuola emiliano romagnola oltre al numero di alunni deve far fronte ad una forte richiesta di scuola dell’infanzia, ad una consistente e generalizzata domanda di tempo pieno, ad una notevole presenza di alunni stranieri, ad alti tassi di frequenza degli studenti della scuola secondaria superiore, ad una crescente domanda di istruzione per gli adulti”.

“In Emilia Romagna, il prossimo anno aumentano anche gli alunni disabili: più 392 per un totale di 12.300, ma non i posti di sostegno. Anche per loro aumenterà il rapporto alunni/posti di sostegno (3,82% contro il 3,70% attuale) e, conseguentemente,  diminuirà il loro diritto all'integrazione.
Mantenere inalterati gli organici dell’anno precedente, determina di fatto un oggettivo impedimento all’attivazione delle classi necessarie e un progressivo  affievolimento di diritti costituzionali”

Sempre i sindacati: “Per la formazione delle classi i dirigenti scolastici devono rispettare le regole previste dai nuovi regolamenti (DPR 81/2009). Per la definizione dei posti invece, oltre alle regole, si deve fare i conti con il “tetto di organico”.  Nella circolare 25/2012, il Ministro invita esplicitamente i dirigenti scolastici ad “evitare la costituzione di classi con un numero eccessivo di alunni” e “a non accogliere iscrizioni che possano comportare la costituzione di classi con numeri di alunni superiori previsti dalle norme”; raccomanda altresì la massima attenzione nella costituzione di classi con alunni disabili, nel senso di limitare, in presenza di grave disabilità, la formazione delle stesse con più di 20 alunni”.

“Si impone quindi una assegnazione di organico aggiuntivo, risorse fresche e adeguate per evitare ai dirigenti scolastici la difficile scelta:  derogare dalle regole costituendo classi pollaio , ignorando la sicurezza oppure applicare la circolare e non accogliere gli studenti. La FLC Emilia Romagna ha stimato in circa 800 posti aggiuntivi, la dotazione organica dei docenti per dare una minima risposta all'attivazione di classi in rapporto al numero degli studenti. La soluzione verso la quale si sta orientando l'amministrazione scolastica, quella di spostare da un serbatoio (organico di fatto) ad un altro (organico di diritto) ad invarianza di saldi, non può essere l'unica risposta  al problema. Il sistema scolastico statale in questa regione ha superato la soglia di tenuta e di sostenibilità; continuare a privarlo delle risorse necessarie significa assumersi la stessa responsabilità di chi, fino a oggi, l’ha portato al collasso”.

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“Siamo convinti che in Emilia Romagna ci sia un pensiero condiviso: che il futuro comincia sui banchi di scuola. Istruzione, diritti, coesione e sviluppo sono i nostri pensieri lunghi sull’educazione, consapevoli che il loro positivo intreccio, garantisce il diritto alla qualità dell’apprendimento, favorisce la mobilità sociale, rafforza la democrazia, consolida la cultura dell’inclusione. Per questo, chiediamo al Ministro un segnale di discontinuità rispetto al passato nell’assegnazione di  risorse alla scuola statale nel rispetto del dettato costituzionale. Chiediamo inoltre al Ministro un'assunzione di responsabilità nella ripartizione degli organici, in coerenza con l'aumento della popolazione scolastica e sulla base di un' analisi puntuale della realtà e della domanda. La FLC CGIL dell'Emilia Romagna sollecita altresì tutti i soggetti politici e istituzionali della Regione, ad un impegno concreto a sostegno del sistema scolastico statale della nostra regione. Di certo, noi  della FLC non ci arrenderemo  e continueremo  a rivendicare  il diritto al  futuro della nostra scuola e dei nostri giovani”.

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