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Cronaca Cesenatico

Scontro in mare tra il mercantile e il peschereccio affondato: "Ignorate le regole della navigazione, si poteva evitare"

Giovedì mattina negli uffici della Guardia Costiera di Ravenna sono iniziati gli interrogatori di tutti i marittimi imbarcati sulle navi coinvolte, ai fini dell’inchiesta sommaria sui sinistri marittimi

Sono state avviate le indagini dopo l'incidente in mare delle prime ore di mercoledì al largo di Ravenna, giovedì mattina negli uffici della Guardia Costiera di Ravenna sono iniziati gli interrogatori di tutti i marittimi imbarcati sulle navi coinvolte, ai fini dell’inchiesta sommaria sui sinistri marittimi prevista dall’art. 578 del Codice della Navigazione.

Fermo amministrativo per il mercantile

I militari della Capitaneria hanno già acquisito i tracciati radar e Ais delle navi coinvolte, dai quali è possibile verificare, con assoluta certezza, le rotte e le manovre eseguite dalle navi nei momenti precedenti la collisione e le eventuali attività in corso. Inoltre, il personale specializzato “Port State Control” della Capitaneria di Porto di Ravenna si è recato a bordo del mercantile straniero “Mika” e, a seguito di ispezione dettagliata, ha sottoposto a fermo amministrativo l'imbarcazione.

Monitoraggio costante del relitto

Questo, fa sapere la Guardia costiera "a seguito di diverse carenze, non relative a danni strutturali a seguito dell’impatto, ma a causa di altre deficienze derivanti dal mancato rispetto delle vigenti Convenzioni  marittime internazionali. In ogni caso, da una prima disamina dei fatti, emerge che il sinistro si è verificato nella parte iniziale del canale di ingresso al porto di Ravenna, previsto dal vigente “Schema di Separazione del Traffico Navale”, approvato con Ordinanza n. 32/2022 della Capitaneria di porto di Ravenna, proprio a maggior tutela della sicurezza della navigazione". 

"Questo Schema di Separazione del Traffico Navale è stato elaborato a seguito di “risk analisys” condotta dalla Capitaneria di Porto e dalla Corporazione dei Piloti ravennati proprio per disciplinare la navigazione marittima a seguito di precedenti collisioni avvenute al largo della costa romagnola. Evidentemente - sottolinea la Guardia Costiera - non sono state rispettate le disposizioni, i divieti e le prescrizioni recentemente imposte dalla Capitaneria di Porto con l’Ordinanza n. 32/2022, quali l’osservanza delle direttrici di traffico navale, il rispetto delle precedenze in mare, le attività vietate (tra le quali, appunto, l’esercizio della pesca marittima), ampiamente divulgate e riportate sulla cartografia nautica ufficiale.  Sarebbe stato sufficiente attenersi alle disposizioni dell’Ordinanza n. 32/2022 per evitare la collisione e, quindi, l’affondamento del peschereccio; saranno le attività investigative in corso alla Capitaneria di Porto a far piena luce sui fatti, cristallizzando eventurali responsabilità penali e amministrative".

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