Scommesse all'ippodromo, il sindaco: "Non serve il Tar, ma una deroga di legge"

“Dopo la decisione del Tar, è evidente che la soluzione del problema dell'ippodromo debba essere cercata in altre sedi, ed è questo che auspichiamo”

“Dopo la decisione del Tar, è evidente che la soluzione del problema dell'ippodromo debba essere cercata in altre sedi, ed è questo che auspichiamo”: è quanto scrive il sindaco Paolo Lucchi alla notizia della bocciatura da parte del Tribunale Amministrativo Regionale del ricorso avanzato da Hippogroup in merito all’inserimento dell’Ippodromo del Savio fra i punti sensibil, per i quali la Regione ha imposto un’area di rispetto di almeno 500 metri, all’interno della quale è vietata l’attività di sale giochi o comunque di locali dove si svolge gioco d’azzardo.

Una contraddizione in termini in quanto nell'ippodromo attività sportiva delle corse dei cavalli e scommesse sono intrinsecamente collegate. La decisione del Tar, spiega Lucchi, “riporta oggi alla ribalta un problema di cui eravamo pienamente consapevoli. Anzi, noi stessi lo avevamo segnalato quando,  nel novembre scorso, presentammo la mappatura dei luoghi sensibili presenti sul territorio comunale, delineata sulla base delle nuove norme regionali per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico”.

“In quell’occasione, infatti, rilevammo l’incongruenza della situazione relativa all’Ippodromo del Savio, storico impianto sportivo della nostra città, dove – come in tutti gli ippodromi - è operativa la Sala Scommesse sulle corse dei cavalli. Infatti, stando alle direttive della Regione, anche questa Sala Scommesse rientra nel novero delle attività vietate vicino agli impianti sportivi e quindi è da  chiudere. Per questo, già allora ci eravamo rivolti  ai Consiglieri regionali eletti nel collegio di Forlì-Cesena chiedendo loro di attivarsi per fare in modo che a Cesena, come negli altri impianti ippici della Regione, la sala scommesse situata all’interno dell’Ippodromo possa essere oggetto di deroga rispetto al divieto introdotto dalla Delibera Regionale. Proprio in coerenza a quella presa di posizione, di fronte alla decisione di Hippogroup di limitare il suo ricorso alla classificazione dell’Ippodromo del Savio come luogo sensibile in quanto impianto sportivo, l’Amministrazione comunale ha scelto di non costituirsi in giudizio”.  

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