Cronaca

La Cgil torna in piazza e punta il dito contro la troika

"Basta con i lavori da quattro euro l'ora e basta con le solite risposte del tipo: 'Di assunzioni non se ne parla, ma c'è uno stage gratuito'"

Il denaro fa girare il mondo. E' una delle leggi dell'economia. Ma sul piatto ci sono anche altre carte che non compaiono nei primi capitoli dei libri. E i diritti sono l'asso di briscole. Diritti dei lavoratori, dei pensionati, diritto alla sicurezza e alla salute. Inutile dire che sono gli stessi riconosciuti e fondanti la Costituzione. Oggi, mercoledì la Cgil è scesa in piazza rispondendo all'appello della Confederazione Europea dei sindacati che ha promosso una giornata di sciopero in tutta l'Ue. Braccia incrociate non solo a Cesena, Bologna o Roma, ma anche oltre i confini nazionali perché sul banco degli imputati ci sono i massimi sistemi.

Cesare Melloni della Cgil punta il dito contro la troika: Bce, Fmi e Commissione europea. "Impongono ai governi delle politiche di rientro accelerato del debito. E gli stati rispondono con il fiscal compact che prevede tagli al sistema sanitario, a pensioni, scuole e apre le porte a licenziamenti generalizzati". Sulla pelle dei cittadini i tagli si sentono come delle frustrate. una tesi poi ribadita da Lidia Capriotti della Cgil di Cesena che giudica così l'operato di Monti: "Ha portato molto rigore, ma nessuna crescita e nessuna equità".

Sciopero della Cgil

Un'insegnante, salita sul pulpito di Piazza Almerici, sede del raduno della Cgil, rivolge alcune domande al pubblico di circa 300 presenti. Sono quesiti disarmanti. “Si può considerare precario una persona che fa lo stesso lavoro da dieci anni? - E poi ancora – Si può vivere una vita così, senza la speranza di costruire un futuro su basi solide?”. Poi passa all'attacco: Basta con i lavori da quattro euro l'ora e basta con le solite risposte del tipo: 'Di assunzioni non se ne parla, ma c'è uno stage gratuito'”.

Ha preso parola anche una giovane operaia agricola. “Speravo in un lavoro dignitoso, in una pensione meritata, ma sono in forte crisi. Dobbiamo lottare tutti insieme per sentirci uniti perchè abbiamo le stesse speranze, diritti e doveri”.
No mancano all'appello i pensionati che si sentono stretti in una morsa di tagli.

La ricetta della Cgil è quella di attingere fondi dalle speculazioni finanziarie e di fare lotta senza campo all'evasione per imbastire un sistema economico basato sull'equità” che dia respiro ai lavoratori e speranze a chi cerca una occupazione. Questa la via indicata dal sindacato per  ripristinare quel circolo economico che fa girare il mondo.

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