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Tombe, coppe, strade e monasteri: ecco cosa riemerge da piazza della Libertà

Dal mese di ottobre, data di inizio dei i lavori di riqualificazione, gli scavi non si sono mai fermati e sono arrivati alla profondità di circa 40 centimetri

Tracce dell’antico ospedale di San Tobia, della chiesa e del chiostro dei Carmelitani e dell’antica strada che passava tra i due edifici. Il cantiere nell’area del parcheggio di piazza della Libertà ha riportato in superficie pezzi di storia di Cesena, osservabili attraverso le visite guidate promosse da Comune e Soprintendenza per mostrare gli avanzamenti nei lavori. Sulla piazza si discute da decenni, non senza polemiche, in merito alla realizzazione del parcheggio sotterraneo chiesto da molti ma mai realizzato anche per la rilevanza archeologica della zona.

Dal mese di ottobre, data di inizio dei i lavori di riqualificazione, gli scavi condotti dalla ditta adArte, sotto la direzione scientifica di Cinzia Cavallari archeologa della Soprintendenza dell’Emilia Romagna, non si sono mai fermati e sono arrivati alla profondità di circa 40 centimetri dal livello stradale per riportare in superficie tracce di edificazioni di epoca post medievale. Ma, secondo gli studi, la zona di piazza della Libertà è stata abitata fin dall’epoca romana e già nel 1993 quando si parlava di realizzare proprio qui il parcheggio sotterraneo, era stata segnalata la presenza di resti di età romana di epoca repubblicana e di una domus imperiale pavimentata a mosaico (a due metri di profondità dal livello della strada), oltre che di statificazioni di età medievale e moderna, ovvero quelle emerse dagli scavi archeologici cominciati nel 2015.

Proprio per testimoniare queste scoperte il Comune in collaborazione con la Soprintendenza ha aperto una sorta di “Diario archeologico” dove esperti e tecnici danno aggiornamenti continui sui rinvenimenti. E in cinque mesi di lavori ecco cosa è stato riportato alla luce ora che l’intera aera di intervento è stata scavata.

Le prime tracce emerse dagli scavi nella zona absidale della nuova Cattedrale in direzione di Corso Garibaldi sono state quelle di muri perimetrali e di una cisterna probabilmente usata per conservare le derrate alimentari e anche il sedime di una strada, fatta di pietre squadrate e ciottoli, che potrebbe essere la “strada del Carmine” utilizzata fino agli inizi del 1900. Accanto a questi ritrovamenti nel mese di novembre sono riemerse anche le tracce dell’antico ospedale di San Tobia (oggi resta solo la cappella di San Tobia sede del museo della Cattedrale) destinati a poveri, ammalati e pellegrini e documentato a Cesena fin dal 1438. Ci sono ambienti sotterranei con copertura a botte di età post medievale sotto i piani d’uso di età rinascimentale, canali di deflusso delle acque piovane e pozzi sempre riferiti all’ospedale. Tra i ritrovamenti più antichi di questa porzione di cantiere ci sono i frammenti di un boccale in Maiolica Arcaica di età bassomedievale.

Nella zona a nord est del cantiere, dal lato degli uffici postali, riemergono i resti del complesso dei Carmelitani con le tracce del chiostro, i muri perimetrali della chiesa del Carmine e i resti dell’abside,  un ossario con ancora visibili i resti delle sepolture comuni. Il convento edificato nel 1600 era poi stato trasformato in caserma da Napoleone e nel 1811 era stato acquistato dal Comune con lo scopo, mai realizzato, di farne un convitto per giovani. Nel 1954 è stato demolito per realizzare la nuova piazza della Libertà. In quest’area sono strati ritrovati anche basi di colonne, un capitello (riferibili al chiostro) e una pipa in terracotta. Tra i reperti rinvenuti anche una coppetta con trigramma di San Bernardino di Siena del XV° secolo e un piatto in stile gotico floreale dello stesso periodo.

Nelle prossime settimane è previsto il completamento della catalogazione dei ritrovamenti. La collaborazione con la Soprintendenza continuerà anche nella fase dei lavori per la pavimentazione e arredo urbano della nuova piazza che sarà pronta presumibilmente per agosto del 2017 . L'importo complessivo di tutte le opere è di 3 milioni e 100mila euro, di cui 235mila euro per gli scavi archeologici, e 2 milioni e 500mila euro per i lavori stradali e per l'arredo urbano. Un milione e 500mila euro saranno coperti grazie al finanziamento da parte della Regione Emilia - Romagna, mentre a carico del Comune rimarranno 1 milione e 600mila euro.

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