Cronaca

Scatta lo sciopero degli avvocati: "La procura blindata rallenta i diritti di difesa"

Gli avvocati di Forlì-Cesena faranno sciopero per ben 5 giorni, per protestare contro una riorganizzazione interna alla Procura della Repubblica

Gli avvocati di Forlì-Cesena faranno sciopero per ben 5 giorni, dal 14 al 18 novembre prossimi, per protestare contro una riorganizzazione interna alla Procura della Repubblica che impedisce, secondo la loro protesta, di svolgere il loro ruolo di difesa in modo tempestivo. Da tempo, infatti, in Procura è in funzione una porta che si apre solo dopo aver citofonato ed essersi palesati. Questo permette maggiore sicurezza dei magistrati, ma anche dei fascicoli della Procura, che sono generalmente coperti da segreto istruttorio. 

Tuttavia a questa porta hanno di fatto libero accesso (citofonando come tutti e presentandosi) gli avvocati, che in questo modo potevano raggiungere l’ufficio “Dibattimento” per fare le copie dei fascicoli ormai chiusi nelle indagini che riguardano i loro clienti. Tuttavia da agosto è cambiata l’organizzazione, anche per carenza di organico. L’avvocato, ora, deve inviare una e-mail il giorno prima e il fascicolo da fotocopiare viene reso disponibile in portineria, pronto per la copia, sotto sorveglianza del personale amministrativo.

Questa nuova organizzazione piace poco ai penalisti di Forlì-Cesena che lamentano: “E' estremamente difficile, per non dire impossibile, la disponibilità dei fascicoli per le urgenze come le direttissime o l'applicazione di misure cautelari". Inoltre questo allungherebbe i tempi per gli avvocati di "almeno due giorni", senza considerare che gli avvocati provenienti da fuori città sarebbero spesso "costretti a duplicare la trasferta", secondo quanto spiega una lettera della Camera Penale della Romagna.
Continuano gli avvocati: "Non possiamo ignorare, inoltre, il forte disagio provocato dall'impossibilità di rapportarci direttamente con il personale amministrativo ed in particolare coi segretari dei sostituti, il cui contributo spesso risolve problemi pratici in maniera rapida e sovente proficua per la stessa Procura". Infine si sostiene che, pur con uguali carenze di organico, nessuna Procura ha attualmente "un regime di chiusura analogo".

La protesta ha ricevuto la solidarietà dell’Unione delle Camere Penali Italiane e dell’Ordine degli Avvocati ed è stato proclamato lo stato di agitazione permanente con astensione dalle udienze nei giorni dal 14 al 18 novembre “in ragione della persistenza delle gravi carenze organizzative degli uffici della Procura della Repubblica di Forlì-Cesena, più volte denunciate e mai risolte”. Infine, si invitano “le competenti Autorità istituzionali ad intervenire sollecitamente per rimuovere le gravi disfunzioni che minano la effettività della difesa”. 

Da parte sua, la Procura obietta le esigenze primarie di sicurezza delle carte che si trovano negli uffici deputati alle indagini, carte che si trovano anche in originale, e ricorda che più di un terzo dell’organico della struttura è attualmente vacante e la nuova organizzazione permette una gestione più efficiente delle poche risorse possibili.
 

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