Sasso Fratino e il Parco delle Foreste Casentinesi sono patrimonio dell'umanità

Da Cracovia il via libera della Commissione Unesco incaricata di giudicare i dossier. Il processo era cominciato nel 2007.

La riserva naturale di Sasso Fratino entra a far parte del patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco. La decisione è arrivata venerdì da Cracovia, dove si è riunito l'apposito Comitato per vagliare tutte le proposte avanzate. Il sito tosco-romagnolo era incluso in un dossier di 11 stati europei, che ha trovato il via libera favorevole della prestigiosissima organizzazione internazionale. 

Si completa così un processo decennale di candidatura del sito a cavallo tra Romagna e Toscana, una delle perle ambientali del nostro Appennino, inaccessibile al pubblico; in realtà, però, tutta la vegetazione circostante è battuta settimanalmente da tantissimi escursionisti, attratti dalla bellezza paesaggistica, dalla particolarità delle specie naturali, dalla cura del contesto. 

"Un riconoscimento che fa venire i brividi a chi ama le nostre montagne, il nostro Appennino, il nostro Parco - commenta il parlamentare romagnolo Marco Di Maio, che ha anticipato la notizia, confermata sul sito mondiale Unesco, attraverso il proprio profilo Facebook,  -; un premio alle persone che da anni, da secoli, vivono e lavorano in quei luoghi con tanta passione e dedizione nonostante le difficoltà. Grazie a chi ci ha creduto, a chi ci ha lavorato, a chi ha reso possibile trasformare un sogno in realtà". 

Come nasce la candidatura. Il processo di candidatura nasce nel 2007 dal riconoscimento come Siti Patrimonio dell'Umanità di 10 faggete dei Carpazi, tra Slovacchia e Ucraina, la denominazione unica: “Primeval Beech Forests of the Carpathians”. A queste nel 2011 sono state aggiunte 5 faggete vetuste tedesche, che sono andate ad ampliare il sito ora incluso in 3 nazioni europee. Il sito è stato quindi denominato: “Primeval Beech Forests of the Carpathians and the Ancient Beech Forests of Germany”. L'inclusione delle foreste tedesche è stata accettata dall'UNESCO con la precisa indicazione di procedere all'ampliamento del Sito ad altre nazioni europee. 

Tale indicazione è stata quindi accolta dalll'Accademia Internazionale per la Conservazione della Natura, con sede all’isola di Vilm in Germania, che ha quindi attivato un processo per l’elaborazione di una proposta congiunta tra tutti i paesi europei interessati a includere nella rete le proprie faggete vetuste.  La proposta italiana comprendeva la Riserva Integrale di Sasso Fratino nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

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