Sanità, la Uil chiede più coraggio all'Ausl per superare il blocco del turnover

Recentemente è stato sottoscritto all’Ausl della Romagna, dopo circa 7 mesi di trattative, un accordo sindacale sull'utilizzo di risorse contrattuali

Recentemente è stato sottoscritto all’Ausl della Romagna, dopo circa 7 mesi di trattative, un accordo sindacale sull'utilizzo di risorse contrattuali dell’Area Medica che residuavano già dal 2015. Scrive in un nota la Uil Fpl di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini: “Si è trattato di un buon accordo, che coinvolge oltre 1200 medici, ma soprattutto di un accordo che finalmente ha riportato nelle disponibilità del personale medico risorse contrattualmente dovute e gettato le basi per la definizione di un accordo unico aziendale che possa iniziare a valorizzare i professionisti che da tempo surrogano in termini di responsabilità i tantissimi pensionamenti avvenuti negli ultimi anni, aprendo così una stagione contrattuale che dia un senso più compiuto alle necessità di omogeneizzare i trattamenti economici e giuridici dei dipendenti di una della più grandi Aziende Sanitarie del Paese”.

I confronti che si sono sviluppati in questi mesi hanno però anche messo in evidenza la criticità e la disomogeneità delle dotazioni organiche della Ausl della Romagna. Sempre la nota: “In alcuni territori si osserva infatti una percentuale rilevante di professionisti che accumulano centinaia di ore a fine anno per cercare di tenere in piedi il sistema e non far ricadere su cittadini e pazienti eventuali problematiche dovute alla carenza di personale frutto di anni di contrazione del turn over. Da tempo la UIL FPL evidenzia questa situazione di criticità, peraltro propria anche del personale infermieristico, tecnico sanitario e di assistenza diretta alla persona, dovuta, oltre alla evidente disomogeneità delle dotazioni organiche delle precedenti ex Aziende di Rimini, Forlì, Ravenna e Cesena, all'eccessivo utilizzo di personale con contratti a tempo determinato in alcuni territori e soprattutto al ritardo e spesso mancanza nella copertura delle assenze per maternità, lunghe malattie, trasferimenti e pensionamenti”.

“Questa circostanza appare evidente anche da diverse recenti analisi aziendali, pertanto non del Sindacato quanto dei massimi vertici aziendali, dalle quali si osserva come la complessiva carenza di organico sia una realtà difficilmente contestabile.  La UIL FPL, riconoscendo il superamento dell’eccessivo immobilismo e del pressochè totale blocco del turn over sulle assunzioni a tempo indeterminato che ha caratterizzato il settore della sanità negli ultimi anni,  ritiene indispensabile una più decisa inversione di rotta e maggiore coraggio sulle politiche occupazionali, strumento essenziale se l’Ausl della Romagna vuole perseguire gli obiettivi di miglioramento assistenziale, di equità di accesso ai servizi da Cattolica a Castelbolognese e di sostanziale autosufficienza, evitando che i cittadini della Romagna debbano doversi recare in altre realtà della Regione”. 

“Un’Azienda infatti di queste dimensioni e con la capillarità delle strutture già esistenti, ha tutte le caratteristiche, a partire dal bacino d’utenza e quindi dalla casistica, per poter sviluppare prestazioni di altissima complessità senza disperdere risorse in sterili ridondanze e nello stesso tempo garantire al meglio e quanto più vicino alla residenza delle famiglie e dei singoli i bisogni quotidiani della stragrande maggioranza della popolazione residente; queste erano infatti alcune delle caratteristiche essenziali per le quali la Regione costituì l’Ausl della Romagna”, conclude la nota di  UIL FPL di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini.
 

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