Sandro Gozi cala l'asso: "Ecco come affronterò Renzi e Bersani"

Sandro Gozi, deputato del Pd, nato a Sogliano sul Rubicone ha ufficializzato la sua discesa in campo. E' pronto a sfidare Bersani e Renzi alle primarie con qualche asso nella manica

Sandro Gozi, deputato del Pd 44enne, nato a Sogliano sul Rubicone ha ufficializzato la sua discesa in campo. E' pronto a sfidare Bersani e Renzi alle primarie puntando sull'Europa e punti di programma che non sono stati abbracciati dai due contendenti di spicco. Il tutto con grande fair play anche se ammette che...”La competizione è competizione”. L'intervista rilasciata a RomagnaOggi avviene a poche ore dalle dimissioni di Renata Polverini dalla presidenza del Lazio. Tema su cui Gozi non risparmia frecciatine. Anche al suo partito.

La sua candidatura è stata una sorpresa, come è maturata?
“E' maturata considerando l'importanza che hanno queste primarie e dal fatto che saranno a doppio turno. Penso che siano un invito e un dovere, per chi ha una proposta politica utile per il Pd, proporla agli elettori. Ritengo che le mie priorità, Europa al centro della politica italiana non solo per la finanza, ma anche per i diritti e per la dimensione sociale oltre a una proposta di sviluppo economico a metà tra Italia e Europa, possa essere utile ed interessante”.

Quali sono le colonne portanti della sua proposta di sviluppo?
“A livello nazionale occorre passare da un welfare state in profonda crisi a livello nazionale ad un nuovo Stato delle opportunità. Non si può più correggere storture dei mercati dopo che sono avvenute, ma occorre fare di più e meglio per permettere al paese di affrontare i mercati con un intervento sociale e produttivo a monte. Bisogna incentivare per gli studenti una nuova politica dell'istruzione e della conoscenza, per i lavoratori un maggiore investimento nella formazione professionale e per gli imprenditori un piano di innovazione e produttività. Il secondo punto prevede di usare le poche risorse che abbiamo a livello nazionale, per la politica della conoscenza e per la lotta alla povertà. Infine bisogna lavorare a livello europeo per allentare i vincoli del patto di stabilità e incentivare una nuova politica della domanda e dello sviluppo produttivo a livello europeo. Lì si possono fare interventi a livello di infrastrutture, ricerca, economia verde che a livello nazionali non si possono fare. Questi i capi saldi della mia proposta a livello economico".

Chi teme di più, Bersani o Renzi?
“In realtà non temo nessuno perchè credo di avere delle specificità grazie a proposte non coperte da Bersani e Renzi con una possibilità di risposta positiva. Se Bersani o Renzi mi avessero convito su quelle che reputo priorità per l'Italia non avrei dato la mia disponibilità a correre. Lo faccio per completare la proposte del centrosinistra mettendo sul piatto priorità vincenti”.

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E il Pd ha più paura di Renzi o Grillo?
"(ride) Il Pd non dovrebbe avere paura di nessuno e se da queste primarie scaturisce un dibattito di idee per spiegare agli italiani come affrontare la crisi e come uscirne non dobbiamo temere neppure Grillo.  E' chiaro che per non temerlo dobbiamo fare proposte convincenti sull'economia, sull'edilizia e essere molto convincenti sulla lotta alla corruzione per una nuova etica pubblica e pretendere dagli eletti un comportamento irreprensibile. Non ha da temere da Renzi perchè la sfida che si porta con le primarie è positiva e costruttiva per il Pd”.

Qualche avversario le ha fatto una telefonata?
“No, obiettivamente non c'è stata telefonata o altro ma non me lo aspettavo perchè siamo tutti nello stesso partito e nella coalizione e dovremo tutti sostenere con lealtà il vincitore, ma quando c'è competizione c'è competizione”.

Quale è il suo target di riferimento?
“Mi rivolgo al 51% del nostro elettorato. E' chiaro che la proposta è rivolta soprattutto a giovani e donne perchè mette in luce un nuovo rapporto tra generazioni; rivolgendomi ai giovani mi rivolgo anche ai genitori e nonni; alle donne mi rivolgo anche alle famiglie”.

Che idea si è fatto delle dimissioni della Poverini e dello "scandalo Lazio"?
“E' uno scandalo disgustoso che fa sprofondare l'immagine della politica ancora più a fondo nel fango. Inevitabili e giuste le dimissioni di Renata Polverini, credo che ci fossero colpe profonde della presidente, della maggioranza e dell'opposizione. E' vero che i soldi il Pd li ha usati per attività politiche e non per feste greco romane. Ma mi sarei aspettato dal mio stesso gruppo una maggiore forza prima che lo scandalo emergesse nel denunciare la destinazione eccessiva di risorse ai singoli gruppi a livello regionale. È spropositata rispetto la reale attività politica”.
 

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