Salvi i lecci della Malatestiana, Fabbri: "Progetto cambiato grazie al nostro comitato"

"E' stato evitato uno scempio ambientale e culturale. La volontà dei cesenati ha prevalso grazie all'opera del Comitato Salviamo gli Alberi della Malatestiana, senza il quale sarebbe andato avanti il progetto"

Con la vittoria della proposta del mantenimento degli attuali lecci nella piazza della Malatestiana al voto online tra i cittadini cesenati, si levano le voci di soddisfazione di chi ha sostenuto il mantenimento delle attuali alberature.

DAVIDE FABBRI – Scrive Davide Fabbri, che ha organizzato una petizione popolare con 5.300 firme per tutelare gli attuali lecci: “E' stato evitato uno scempio ambientale e culturale. La volontà dei cesenati ha prevalso grazie all'opera del Comitato Salviamo gli Alberi della Malatestiana, senza il quale sarebbe andato avanti il progetto originario legato all'eliminazione degli alberi storici, considerati dal Comune di Cesena "barriera visiva alla percezione della Malatestiana ed elemento incongruo rispetto al valore storico dell'edificato" (Concorso di Idee del Comune del 2011).
Al referendum online hanno votato 2.850 cittadini: 2.016 a favore della tutela dei lecci, 834 a favore dell'eliminazione delle alberature storiche, da sostituire con peri ornamentali. Un'ulteriore conferma della volontà dei cittadini, dopo la nostra raccolta di oltre 5.300 firme a favore della salvaguardia dei lecci”.

“E' stata accantonata l'ipocrita equidistanza fra le due proposte progettuali del sindaco Lucchi e della sua Giunta ("non facevamo il tifo per nessuno dei due progetti" scrive ipocritamente il sindaco), come se la tutela dei lecci storici fosse identica alla loro eliminazione. Il nostro Comitato ha dei meriti che non possono essere disconosciuti. Ha sollevato una discussione in città, che altrimenti non sarebbe mai nata. Ha contrastato con una petizione popolare di 5.327 firme la volontà della Giunta comunale indicata limpidamente nel bando del 2011, che prevedeva l'eliminazione dei lecci storici. Ha messo in luce l'intento manipolatorio e l'antidemocraticità della consultazione online”.

“Il nostro Comitato si mette ora a disposizione di Comune e progettisti al fine di migliorare la proposta risultata vincente, per realizzare un vero e proprio giardino in uno dei luoghi magici della città. Lanciamo l'idea di piantumare altri lecci (al posto di quelli mancanti) per ripristinare la monumentalità della cornice alberata, com'era all'origine, per la difesa dell'identità culturale del luogo, per la tutela delle magnolie esistenti (il progetto ne prevede l'eliminazione). Ci imbarazza non essere citati neppure una volta dal sindaco Lucchi nel suo comunicato ufficiale di responso ufficiale del referendum online. Non ha mai voluto dare alcun riconoscimento politico al lavoro civico dal basso svolto dal nostro Comitato. E' evidente l'infantilismo politico di un sindaco che non ammette di aver dovuto modificare i propri piani e obiettivi "a causa" di questa nostra mobilitazione civica”.

POSSIBILE CESENA – Scrive in una sua nota “Possibile Cesena”: “Sicuramente una vittoria per i 5000 cittadini che avevano firmato per salvaguardare le querce "storiche" che da tanti anni fanno compagnia alla meravigliosa Biblioteca Malatestiana e alla fine il risultato migliore possibile. Ma soprattutto grazie a tutti i cittadini che hanno comunque espresso il loro voto, dimostrando che la partecipazione è una cosa bella anche a chi aveva urlato troppo frettolosamente "al lupo al lupo". Ha vinto il buon senso, ha vinto un progetto che nelle sue due proposte era comunque apprezzabile. Ora la nostra speranza è di vedere il progetto esecutivo, l'appalto, l'apertura del cantiere e la realizzazione dei lavori in tempi brevi. Perché di tempo se ne è già perso abbastanza e ritardi e pasticci ne sono stati fatti abbastanza. Ci preoccupa anche il finanziamento con i fondi previsti dal Governo "per le periferie" (non ci sembra che al momento nemmeno questa "promessa di Renzi" goda di buona salute) e sarebbe importante verificarne la disponibilità il prima possibile. Perché non vorremmo che, dopo tutto, il progetto si arenasse ancora, che la coperta fosse corta o peggio ancora il finanziamento, come successo in un recente passato per Piazza della Libertà, svanisse”.

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