Cade dalla barca, naufrago recuperato a due chilometri dalla costa

La donna era appena riuscita a lanciare il salvagente di bordo al naufrago, ma vedendo il marito allontanarsi sempre più, e non essendo in grado di pilotare l’imbarcazione, ha lanciato l'allarme

Tanta paura domenica pomeriggio per due diportisti, al largo di Cesenatico, ma fortunatamente tutto si è risolto per il meglio. Erano appena le 14 quando una chiamata al numero blu 1530 allertava la sala operativa della Guardia Costiera di Cesenatico per un intervento di soccorso per un’imbarcazione a vela, a circa 2 km dal canale Tagliata: una donna, in lacrime segnalava la caduta in acqua del marito, un sessantenne nato a Milano, che per via della corrente non riusciva a più a salire a bordo e stava prendendo sempre più il largo. 

La donna, una cesenate di 55 anni, era appena riuscita a lanciare il salvagente di bordo al naufrago, ma vedendo il marito allontanarsi sempre più, e non essendo in grado di pilotare l’imbarcazione, aveva deciso di allertare i soccorsi, riuscendo, fortunatamente, a fornire anche indicazioni abbastanza precise sulla posizione in mare.  L’uomo è stato presto intercettato dal gommone della Capitaneria, il GC B 03, a circa 800 metri di distanza dall’imbarcazione da cui era caduto in acqua, e tratto in salvo con l’ausilio di un’altra unità da diporto pure dirottata sul punto. Le sue condizioni di salute sono parse subito buone, ma la paura per la coppia è stata davvero tanta. 

Quando si esce in mare prudenza e diligenza sono le parole d’ordine: controllare sempre che le dotazioni di sicurezza siano a bordo ed in perfetto stato di efficienza, infatti, ed esercitarsi al loro corretto utilizzo può davvero salvare la vita. E nell’evento di domenica determinante si è rivelato il salvagente anulare a portata di mano, anche se, magari, la presenza di una sagola assicurata correttamente all’unità, avrebbe di certo evitato al naufrago di prendere pericolosamente il largo. Al tempo stesso non bisogna mai uscire senza un telefono cellulare o un apparato radio che consenta di mantenere contatti diretti con la terraferma: in caso di emergenza i minuti sono fondamentali, ed un soccorso allertato per tempo ha molte più possibilità di riuscita.

Importante, poi, soprattutto per i meno esperti, avere sempre dei punti di riferimento per memorizzare e quindi segnalare la propria posizione: in caso di emergenza in mare, infatti, qualora non si disponga di un GPS in grado di fornire la posizione precisa, diviene fondamentale segnalare ai soccorritori un punto di riferimento a terra (e spesso su Cesenatico un evidente riferimento per i naviganti è il grattacielo, ma anche le piattaforme di gas, i vivai di mitili, ecc..), il porto da cui si è partiti, da quanto tempo si è in mare e se possibile anche la direzione di marcia indicativa con cui si è navigato. Tutte informazioni che, seppur sommarie, in caso di emergenze possono divenire essenziali. 

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