"Salvaguardare sistema d'accoglienza", accordo Unione Valle Savio-sindacati sul decreto sicurezza

L’Unione dei Comuni Valle del Savio e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil firmano l’accordo in merito al cosidetto Decreto Sicurezza

Lunedì l’Unione dei Comuni Valle del Savio e le organizzazioni sindacali Cgil,Cisl e Uil confederali e di categoria, hanno sottoscritto un accordo in merito al cosiddetto Decreto Sicurezza, con "l’impegno di monitorare le ricadute del suddetto decreto sul territorio, salvaguardare un sistema di accoglienza diffusa che si è rivelato efficace, garantire la tenuta occupazionale dei lavoratori che operano nel settore".

I punti principali dell’accordo, rimarcano Cgil, Cisl e Uil, sono:  "l’impegno delle parti a chiedere al Ministro dell’Interno e al Governo, anche attraverso il coinvolgimento ed il supporto dell’ANCI nazionale e regionale, di aprire un confronto con gli Enti Locali, al fine di valutare le ricadute concrete di tale Decreto convertito in Legge in termini economici, sociali e di sicurezza del territorio; la valorizzazione di un registro anagrafico per le persone temporaneamente presenti sul territorio al fine di effettuare l’iscrizione dei richiedenti asilo, comprendenti sia coloro che sono in attesa della pronuncia della Commissione Territoriale sia di coloro che non hanno ancora ottenuto un provvedimento definitivo nell’eventuale ricorso giudiziario proposto "-

Ma anche "Verificare con la Regione Emilia-Romagna e AUSL Romagna la possibilità di iscrizione per il richiedente protezione internazionale per garantire alle persone presenti nell’Unione dei Comuni l’assistenza sanitaria e il diritto d’accesso ai servizi erogati sul territorio, compresi quelli erogati da soggetti privati (banche, poste, agenzie immobiliari); garantire al richiedente asilo il diritto ad accedere a corsi di formazione professionale, a tirocini e ad essere iscritto al centro per l’impiego, favorendo così percorsi di reinserimento lavorativo".

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Non meno importante, sottolineano i sindacati unitariamente "Dare continuità ai servizi fino ad oggi erogati, in accordo e sinergia con le associazioni presenti e attive sul territorio ed implementare ulteriormente i servizi rivolti ai cittadini stranieri, come ad esempio i progetti di promozione della multiculturalità e di mediazione linguistica e culturale nelle scuole e nei luoghi di aggregazione sociale; il sostegno nella ricerca della casa e del lavoro; il rafforzamento dei servizi di seconda accoglienza, investendo quindi, nei necessari percorsi di valorizzazione delle professionalità degli operatori impegnati da anni nella gestione di questi servizi", e non da ultimo "garantire la piena occupazione di tutti gli operatori sino ad oggi coinvolti nei servizi di accoglienza, oggetto di riorganizzazione, cercando di valorizzarne le competenze". 

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