Al via il corso sulle difficoltà dei bimbi adottati per psicologi e insegnanti

Particolari approfondimenti verranno inoltre dedicati, durante il corso, alle differenze tra i percorsi dei bimbi stranieri adottati e dei bimbi immigrati e alle specificità dei bimbi adottati affetti da disturbi dell'apprendimento

Oltre cento insegnanti, psicologi ed educatori professionali di tutta la Romagna impegnati in questi giorni nel percorso formativo avviato dall'Unione Rubicone e Mare per conoscere e gestire le problematiche di bimbi e ragazzi adottati, soprattutto nell'ambito dell'inserimento scolastico. Ha infatti preso il via mercoledì a Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, con il saluto del presidente dell'Unione Filippo Giovannini, il ciclo di quattro incontri formativi destinati a operatori psicosociali, neuropsichiatri infantili, dirigenti scolastici e insegnanti per conoscere e gestire le criticità a cui può andare incontro un bimbo adottato.

L'Unione Rubicone e Mare, infatti, ha organizzato, con il sostegno della Provincia di Forlì-Cesena il corso concordato e voluto da tutti i Servizi sociali che si occupano di minori per i territori dell’Unione Rubicone e Mare, dell’Unione Cesena Valle Savio, del Comune di Forlì e Comuni del Comprensorio forlivese. A condurre gli incontri, finalizzati anche alla conoscenza e implementazione delle “Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati” licenziate dal Miur nel 2014, è lo staff didattico del Centro trattamenti dell'adolescenza di Milano, con professionisti esperti delle tematiche trattate.

Le statistiche pubblicate dalla Commissione per le adozioni internazionali evidenziano infatti che negli ultimi 15 anni il numero di minori adottati dall’estero in età prescolare e scolare è in continuo aumento: spesso questi bambini, di cui circa la metà ha un’età superiore ai 5 anni, sono portatori di una storia pregressa sfavorevole e traumatica. Anche l’adozione nazionale, seppur non identica, ha caratteristiche similari: oltre all’esperienza dolorosa dell’abbandono, si tratta spesso di bambini già grandicelli e che hanno subito gravi trascuratezze, maltrattamenti e abusi.

Queste difficoltà rischiano quindi di venire espresse in termini di aggressività, isolamento, deficit di attenzione, ma anche problematiche di integrazione linguistica e disturbi dell'apprendimento: chi si trova a contatto quotidiano con questi ragazzi necessita di strumenti per gestire in maniera efficace e attenta. Per questo gli interventi formativi in calendario hanno una metodologia didattica attiva e interattiva, che prevede accanto ad input teorici anche la proposta di momenti esercitativi.

Particolari approfondimenti verranno inoltre dedicati, durante il corso, alle differenze tra i percorsi dei bimbi stranieri adottati e dei bimbi immigrati e alle specificità dei bimbi adottati affetti da disturbi dell'apprendimento, spesso non solo funzionali ma anche derivati da traumi.

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