Rsa, la Uil: "Possibile il ritorno del virus in autunno, affrontare le criticità"

"Rimane aperto un necessario confronto con i vertici delle strutture, ovvero coloro  ai quali è in gran parte attribuibile la causa di tante distorsioni che si sono riscontrare"

"L’epidemia Covid-19 con le sue terribili conseguenze rappresenta l’occasione per approfondire le criticità del comparto socio sanitario assistenziale e in particolar modo i servizi di assistenza e sostegno agli anziani, i quali sono risultati i più colpiti. Proprio quelle Strutture che nei fatti avrebbero dovuto tutelare la loro salute si sono tramutate nel principale vettore di contagio, obbligando tutti ad una profonda riflessione, nella quale la generalizzazione, sarebbe il principale errore, perché talune gestioni hanno mostrato in modo grave evidenti lacune, al contrario di altre gestioni, dove il livello di attenzione ha consentito la salvaguardia ottimale della salute degli ospiti e del personale dipendente. Questa la riflessione del  Segretario UILP Cesena Primo Casadei   

"La UIL Pensionati ringrazia per l’impegno, la dedizione e il senso di responsabilità, le lavoratrici e i lavoratori del comparto, che hanno operato in questa grave emergenza permettendo con la loro professionalità di contenere gli effetti devastanti di questo virus, sopperendo spesso a limiti gestionali. Mentre invece rimane aperto un necessario confronto con i vertici delle strutture, ovvero coloro  ai quali è in gran parte attribuibile la causa di tante distorsioni che si sono riscontrare nell’organizzazione dei servizi nella sanità pubblica e privata e più in generale in tutto il privato accreditato. Anni di tagli alla spesa sanitaria Nazionale, sia per quanto riguarda la riduzione di personale che in investimenti in strutture e tecnologie, hanno prodotto un approccio all’assistenza alla persona, costruito su meri criteri economistici, sacrificando spesso il valore del lavoro e la centralità in un servizio pubblico fondamentale, alla persona anziana".

"Una eventuale ripresa del virus in autunno - dettaglia il sindacato - obbliga a riprogrammare il futuro nella sanità sia pubblica che privata. Vanno affrontate le criticità della erogazione sia in termini di quantità che di qualità, partendo dalla messa in sicurezza degli operatori, sia nei servizi socio sanitari come pure in quelli educativi. Va garantita la sicurezza dei lavoratori, degli utenti e delle famiglie, nonché la salute collettiva. Nello specifico è necessario analizzare tutte le situazioni che hanno mostrato problemi e carenze, nelle politiche di Governance dei Servizi stessi. Va rivista infatti tutta la logica di gestione delle strutture dove il criterio del massimo risparmio e della massimizzazione del profitto, ha prevaricato il miglior coinvolgimento del personale, attraverso parametri assistenziali collegati al benessere dell’ospite. L’occasione per un serio confronto è dato dalla recente approvazione da parte della Giunta Regionale Emilia Romagna, della Delibera che definisce le indicazioni e il protocollo operativo per gli Enti Locali, le Aziende Sanitarie e gli enti Gestori, finalizzate ad avviare in ogni ambito Distrettuale una ripresa graduale delle attività dei centri diurni per  le persone con disabilità, prevedendo esplicitamente il confronto con le associazioni dei disabili e le organizzazioni sindacali. La UIL Pensionati di Cesena, sin da ora chiede con forza questo confronto, con Comuni e Distretti Socio-Sanitari del nostro Territorio, perché il miglioramento e la qualificazione dei Servizi alla Persona, non possono essere un atto autoreferenziale di chi in questi tre mesi di emergenza sanitaria, ha evidenziato alcune problematiche che per essere superate, non possono essere ignorate".

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