Rockin'1000 torna allo Stade de France: "Sarà emozionante suonare davanti a 50mila persone"

Parla l'inventore del mega evento Fabio Zaffagnini: "cerchiamo di incentivare una partecipazione femminile. Sappiamo che sono tante le donne che suonano o cantano"

Un paio di minuti dopo le 12 oltre duemila persone avevano già cliccato sulla piattaforma di Rockin'1000 per iscriversi. Dopo un'ora circa i musicisti in lista d'attesa per suonare il 4 luglio prossimo a Parigi, allo Stade de France, erano già più di 5 mila. Nel 2015, quando  Fabio Zaffagnini lanciò una scommessa che piano piano si trasformò in una bellissima avventura, forse nessuno avrebbe scommesso che Rockin'1000 avrebbe avuto vita lunga e si sarebbe trasformato in un evento musicale tra i più attesi dell'anno. Ora, invece, è sotto gli occhi di tutti come un'idea, se geniale, possa cambiare il corso delle cose. Del resto quella che si riunisce per suonare almeno una volta all'anno è la rock band più grande al mondo, dove si parla una sola lingua: quella della musica.

Zaffagnini, è bello tornare per la seconda volta allo Stade de France?

E' incredibilmente emozionante suonare davanti a 50 mila persone. E poi è una conferma che quello che abbiamo fatto è stato apprezzato, ha lasciato una traccia importante.

Com'è cambiato il gruppo "storico" da quel 2015?

Abbiamo cercato di mantenere lo stesso animo con cui abbiamo iniziato. Il coraggio e la voglia di spingersi sempre più in là sono sempre gli stessi. Allora eravamo solo un gruppo di ragazzi con un po' di esperienza in fatto di eventi e spettacoli. Ora, dopo aver lavorato moltissimo per trasformare la nostra idea in qualcosa di più ampio, abbiamo inevitabilmente una visione più ampia e la nostra ambizione è diventare una band globale, con una vocazione sempre più internazionale. Non ci fermiamo mai.

I musicisti "girano", non sono sempre gli stessi?

A livello organizzativo c'è un gruppo operativo che è storico, ed è quello che lavora in prima fila, in trincea. Poi ci sono tante persone che si sono aggiunte nel frattempo. Per i musicisti è un po' la stessa cosa: alcuni sono gli stessi, poi c'è la band fatta di 20 mila musicisti che hanno superato le audizioni (mandando un video guardato e giudicato da un team di musicisti), che a ogni evento si possono iscrivere per partecipare. Iscriversi, invece, è una questione di velocità. Nei primi minuti arrivano migliaia di candidature. In mille sono dentro, gli altri sono in una sorta di lista d'attesa. Ma capita che tra i mille musicisti alcuni si cancellano per impegni sopraggiunti o altri inciampi, e così subentrano quelli in lista d'attesa.

Ma ci sono ancora posti liberi per i musicisti allo Stade de France?Forse per alcune categorie di musicisti sì. Quali?

Noi cerchiamo di incentivare una partecipazione femminile. Sappiamo che sono tante le donne che suonano o cantano, ma tendono a uscire meno dal guscio. Così per spronarle a partecipare riserviamo una percentuale di posti solo per loro, perché ci fa molto piacere una band il più possibile mista.

E' redditizio il Rockin'1000?

Diciamo che dipende dagli accordi che riusciamo a siglare con i promoter. Non siamo noi che sosteniamo economicamente l'evento, solitamente è un promoter che acquista il concerto e si accolla il rischio, vendendo i biglietti e facendo accordi con gli sponsor. Noi ci mettiamo la parte artistica, musicale, l'organizzazione e la gestione dei musicisti. Una cosa è certa: se viene promosso bene è un evento che richiama moltissima gente e, a livello economico, sta sicuramente in piedi. 

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