Il batterista in coma dopo l'incidente, il cuore di Rockin'1000: "Raccolti 17mila euro in tre giorni"

Una storia molto toccante, l'ideatore Fabio Zaffagnini: "Un miracolo vero, altro che i Foo Fighters a Cesena"

"Abbiamo creato una band composta da migliaia di musicisti entusiasti, che fanno amicizia, suonano, ogni tanto litigano. Uno di loro, batterista, si chiama Alessio, ha avuto un brutto incidente, è andato in coma, si è un po' ripreso ma ha bisogno di cure e non può permetterselo". Comincia così il toccante post su Facebook di Fabio Zaffagnini, ideatore di Rockin'1000, il fortunato format e inno alla musica che ha esportato Cesena nel mondo.

"La sua ragazza ha attivato una raccolta fondi e "i Mille" si sono mobilitati, raccogliendo oltre 17 mila euro in 3 giorni. Credo che questo sia il risultato più alto che si possa immaginare e sono incredulo, felice e orgoglioso. Un miracolo vero, altro che i Foo Fighters a Cesena", conclude Zaffagnini con un po' di ironia.

"Sette mesi fa ho fatto una promessa, ho promesso al mio compagno in coma, che avrei fatto di tutto per restituirgli la sua vita". Il messaggio della sua fidanzata Michela, che ha lanciato la raccolta fondi, e che procede spedita (superata quota 18mila euro).
Alessio ha 37 anni, ed il 30 settembre del 2018, è rimasto vittima di un terribile incidente stradale.

La diagnosi è stata " Doppia emiplegia maggiore a sinistra in paziente con esiti di grave politrauma con lacero contusioni cerebrali emisferiche ed emorragia subaracnoidea. Frattura temporale e mastoidea sinistra , frattura di branca ileo pubica". In poche parole, trauma cranico con ematoma cerebrale e lesioni frontali al cervello permanenti bilaterali.

La sua ragazza racconta i mesi sofferti: "Dopo diverse settimane di coma, Alessio ha iniziato un lento risveglio, passando dallo stato vegetativo allo stato di minima coscienza. Da gennaio, Alessio parla fluentemente ma lo stato cognitivo è compromesso in maniera importante per la memoria anterograda, mentre è meglio conservata la memoria retrograda e le funzioni attentive. Alessio non cammina, ed ha una retrazione tendinea alla gamba destra, e per questo, ha bisogno di una fisioterapia adeguata in modo da potersi rialzare,e se non si interviene, rischia di dover subire un intervento chirurgico".

Alessio vive in Sardegna, dove sono poche le strutture capaci di gestire casistiche simili, "per questo io e la sua famiglia abbiamo deciso di combattere per potergli offrire le migliori cure. Si è aperta una possibilità in Trentino, ma abbiamo bisogno di supporto per poterlo trasferire e garantirgli tutta l'assistenza prima, durante e dopo la sua permanenza".

"Se stai leggendo questa storia - conclude Michela - spero ti sia arrivata un pò della sua voglia di vivere, aiutaci ad aiutarlo".

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