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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca

Tutto iniziò a Cesena nel 2015, Rockin'1000 live dopo 3 anni: l'abbraccio contro la guerra dei 50mila di Parigi

Grazie a uno speciale contenuto video e un live i 1000 musicisti della più grande rock band al mondo hanno partecipato contemporaneamente alla finale di Eurovision a Torino e al concerto dello Stade de France di Parigi

E’ possibile essere contemporaneamente a Torino per l’Eurovision e a Parigi dentro lo Stade de France? Sabato 14 maggio Rockin’1000, la band che nel 2015 riuscì a portare i Foo Fighters a Cesena, è riuscita nell’impresa: grazie al video realizzato per la finale di Eurovision, andato in onda proprio sabato sera e il grande concerto dal vivo realizzato la stessa notte a Parigi davanti a uno stadio pieno, la più grande Rock Band al mondo ha amplificato al massimo il suo messaggio di pace.

Lo scorso 8 aprile, infatti, la band Rockin’1000 era scesa in piazza San Carlo a Torino per registrare lo spot ufficiale di Eurovision: un corteo di 500 musicisti provenienti da tutta Europa, tra cantanti, batteristi, bassisti, chitarristi e archi ha eseguito un’inedita versione del “Te Deum”, sigla storica dell’Eurovision, arrangiata in chiave rock. Quel giorno è stato registrato un contributo speciale: i musicisti si sono esibiti sulle note di "Give peace a chance" di John Lennon, regalando un momento emozionante dedicato alla pace, tema centrale della 66ª edizione di Eurovision, il contenuto è andato in onda alle 21:00 di sabato 14 maggio, durante l’inizio della finale che ha decretato vincitore l’Ucraina.

Negli stessi minuti, davanti a oltre 50.000 spettatori, Rockin’1000 è tornata finalmente in versione live dopo quasi tre anni di stop forzato con un grande concerto presso lo Stade de France di Parigi che ha visto sul palco 1088 musicisti da 25 paesi del mondo e una scaletta composta da 21 brani che hanno fatto la Storia del Rock e circa 200 ospiti accreditati  tra giornalisti, influencer, promoter e addetti ai lavori che aspettavano questo evento da tempo.

Poco prima della esecuzione di Killing in the Name dei Rage Against The Machine, Fabio Zaffagnini, CEO di Rockin’1000 e Direttore Artistico dello show, è salito sul palco portando un toccante discorso che non lascia dubbi sulla posizione di Rockin’1000 rispetto a quanto sta accadendo nel mondo: “Non abbiamo armi da darvi, perché la guerra non è cosa nostra. Possiamo darvi soltanto le granate che escono dalle nostre grancasse, i missili che lanciamo dai nostri ampli e il nostro grido di guerra sarà uno solo: fuck you I won't do what you tell me!” introducendo uno dei brani più potenti in scaletta.

I protagonisti

La seconda edizione di Rockin'1000 a Parigi ha visto coinvolti 1088 musicisti provenienti da tutto il mondo, che hanno suonato dal vivo, simultaneamente un repertorio rock di due ore: 359 chitarristi, 166 bassisti, 238 cantanti, 216 batteristi e, per la prima volta in Francia, 109 tastieristi, portando sul prato dello Stade de France, i più grandi standard della musica Rock. Provenienti da ben 25 paesi appartenenti ai 4 continenti (Europa, Asia, Africa, Nord America e Sud America): 846 musicisti solo dalla Francia, 160 dall’Italia e a seguire dalla Germania, Belgio, Austria, Stati Uniti, Monaco, Polonia, Svizzera, UK, Grecia, Irlanda, Olanda, Spagna, Tunisia, Algeria, Brasile, India, Indonesia, Lettonia, Lussemburgo, Filippine, Portogallo, Svezia e Ucraina. Il musicista arrivato da più lontano è un chitarrista proveniente dalle Filippine, mentre quello più anziano è un cantante tedesco di 70 anni e il più giovane è un batterista francese di 16 anni. Finalmente crescono le quote rosa: per la prima volta, con 309 femmine e 779 maschi, quasi il 30% dei musicisti Rockin’1000 è donna. Tra di loro anche una giovane chitarrista ucraina. 

I personaggi

Come nel 2019, due le figure strategiche felicemente confermate: Philippe Manoeuvre, riferimento assoluto nel Rock'n'roll e vera icona del rock in Francia, è stato il maestro di cerimonia perfetto e padrino del concerto. Grazie alla sua esperienza e padronanza del palco, oltre che a una profonda conoscenza del pubblico, tutti si sono sentiti a casa, dai musicisti a ogni singolo spettatore. A dirigere la particolare orchestra è stato il Maestro Alex Deschamps, compositore, autore, arrangiatore e poli-strumentista: una presenza scenica potente che ha coordinato, guidato e motivato tutte le sezioni strumentali, saltando e correndo per tutto lo stage, senza risparmiarsi mai. 

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