Rocca, Aidoru: "Strana enfasi sulla vicenda giudiziaria, impegnati in tanti altri progetti"

"La pratica di rimborso delle spese conseguenti la sentenza del Tar di fatto è un epilogo puramente burocratico"

L'associazione Aidoru prende posizione dopo la notizia apparsa sulla stampa locale di un sostanzioso pagamento delle spese processuali, dopo il ricorso perso davanti al Tar. Aidoru aveva fatto ricorso per ottenere la gestione della Rocca, affidata attraverso apposita procedura del Comune di Cesena a Agorosophia Edutainment.

"A distanza di così tanto tempo dalla vicenda giudiziaria, vedere una prima e piena pagina con toni quali “continua a sanguinare la ferita” fa venire il dubbio che forse ci sia qualcosa di irrisolto. Ma non da parte nostra. In realtà da quasi un anno siamo impegnati in tanti altri progetti, fra cui la bellissima esperienza di gestione di “Volume” all’interno del Nuovo Campus Universitario di Cesena, i tantissimi eventi organizzati, le nuove produzioni di spettacolo portate in tournée, se davvero ci fosse una ferita aperta, più che in noi, non andrebbe forse cercata nell’opinione pubblica? La pratica di rimborso delle spese conseguenti la sentenza del TAR di fatto è un epilogo puramente burocratico, perché fare del forzato romanticismo su una questione così tecnica? In fondo ci siamo rimessi coscientemente alla giustizia, la giustizia non ci ha dato ragione e con la sentenza si è chiuso in maniera tecnica un capitolo della nostra attività. Punto. Pagheremo fino all’ultimo centesimo dovuto, nel rispetto della decisione presa dal TAR, e lo faremo in una delle tante maniere previste dalla legge (e nel caso di realtà come la nostra, appunto senza fini di lucro, nella maniera più sensata e sostenibile: a rate). Il Comune di Cesena e il nuovo gestore della Rocca hanno perfettamente compreso le nostre esigenze e hanno accordato senza alcun problema la soluzione proposta. Inoltre vorremmo sottolineare che con la nuova Giunta, senza perdere alcun tempo in inutili discussioni, fin dal suo insediamento e con spontaneo entusiasmo, sono stati gettati semi per futuri progetti e collaborazioni che ci vedranno protagonisti in stretta sinergia per gli anni a venire. Progetti importanti per tutta la nostra comunità, nel rispetto del ruolo che ci compete come operatori culturali e sociali da una parte e amministratori pubblici dall’altra". 

"L’enfasi dell’articolo però non può lasciarci indifferenti - prosegue Aidoru - Qualcuno potrebbe dire “il dado è tratto”, e allora perché non guardare con attenzione e spirito critico l’anno passato e proporre noi stessi qualche spunto di riflessione? Per esempio, da un po’ di tempo ci stavamo chiedendo perché continuassero ad arrivare a noi (alle nostre email e ai nostri numeri di telefono) richieste di informazioni in merito alla Rocca. Certamente i primi mesi ci può essere un po’ di confusione in un passaggio di gestione, ma di certo a distanza di un anno la comunicazione del nuovo gestore dovrebbe essere sufficientemente efficace per dirottare sui nuovi canali le richieste degli utenti. Digitando “rocca malatestiana” su un comune motore di ricerca si nota che ancora non esiste un sito internet che riporti informazioni dettagliate per i potenziali visitatori, gli orari di apertura della struttura variano da siti di informazione turistica a pagine social, le informazioni fornite sono discordanti e c’è forse poca chiarezza. Manca una comunicazione unitaria". 

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Prosegue ancora l'associazione: "Il nostro consiglio sarebbe quello di elaborare un’informazione unica e fare uno sforzo di diffusione in maniera univoca, in modo che l’utente non si trovi disorientato di fronte ad in- formazioni diverse. Un altro elemento per noi fondamentale è la comunicazione grafica attraverso i pannelli informativi sparsi per i vari accessi al Parco della Rimembranza. La cartellonistica in questo momento presente è ancora quella della vecchia gestione (la nostra, oramai ahimè ridotta in condizioni pessime), con tentativi forse poco efficaci di coprire i vecchi riferimenti telefonici che purtroppo appaiono in trasparenza. Ma soprassedendo a questi particolari in realtà ci sarebbero delle questioni che forse necessiterebbero di valutazioni e soluzioni più urgenti. Per esempio facendo una passeggiata per Viale Mazzoni si rimane, in questo caso, davvero spiacevolmente colpiti dallo stato in cui versano gli ingressi al Rifugio Antiaereo, totalmente anonimi e investiti da rifiuti di ogni genere, quando invece sarebbero oggetto della nuova concessione e dovrebbero essere dal nuovo gestore valorizzati e curati. Il Rifugio Antiaereo costituisce una memoria architettonica tangibile e preziosa di un momento buio che ha interessato purtroppo anche la nostra città. Potrebbe essere teatro di visite guidate speciali, attività didattiche, mostre e contiamo davvero che solo il tempo possa a questo punto essere un ostacolo per una sua piena valorizzazione".

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