Casa Bufalini, si rifanno tetto e solai: a fine ottobre apre il cantiere

Il restauro di Casa Bufalini riguarderà anche l’abside della chiesa di San Francesco, unico elemento sopravvissuto alla demolizione di metà Ottocento

Si scaldano i motori per l’avvio della riqualificazione di Casa Bufalini, destinata a trasformarsi in un “laboratorio  urbano aperto”, capace di coniugare cultura e nuove tecnologie e far crescere nuove idee imprenditoriali. Si è appena conclusa, infatti, la gara per l’affidamento dei lavori: ad aggiudicarsi l’appalto, per un importo complessivo di 1.302.884 euro, è stato il raggruppamento temporaneo di imprese fra le ditte Architectural Heritage Restoration and Consolidation for Structural Safety e Tecnoelettra. Il cantiere dovrebbe diventare operativo entro la fine di ottobre (prima occorre aspettare  la stipula del contratto) e l’intervento si dovrà concludere entro la fine del 2018, sulla base della convenzione che accompagna il finanziamento 1,6 milioni di euro concesso a questo progetto dalla Giunta regionale dell’Emilia Romagna nell’ambito dell’assegnazione dei fondi strutturali europei del Por Fesr 2014/2020

 “Ci eravamo prefissati - sottolineano il sindaco Paolo Lucchi e gli assessori Maura Miserocchi e Francesca Lucchi - di arrivare all’assegnazione dei lavori in autunno e possiamo dire che l’obiettivo è stato pienamente centrato. Ora si apre la fase più propriamente operativa e la successiva tabella di marcia sarà a ritmo sostenuto perché, per poter usufruire del finanziamento europeo, l’intervento dovrà essere tassativamente concluso entro fine 2018. Si tratta di un impegno notevole, soprattutto se si tiene conto dell’entità delle opere previste: abbiamo tutti ben presente le attuali condizioni precarie di Casa Bufalini, ma a rendere più delicato e complesso l’intervento c’è il valore storico dell’edificio, costruito nel Settecento da Giacomo Bufalini, padre del medico Maurizio, che nacque proprio qui".

L'intervento

Sulla base del progetto messo a punto dal Comune, l’intervento su prevede la demolizione di tutte le parti non più recuperabili, a cominciare dai solai e dalla copertura, che saranno ricostruiti rispettando i materiali esistenti e tenendo conto delle normative antisismiche. Anche le murature interne ed esterne verranno in parte ricostruite ed adeguate simicamente, ricorrendo alla tecnica del scuci-cuci. Particolare attenzione sarà dedicata al recupero di tutti gli elementi originali e caratteristici dell’edificio (come ringhiere di balconi e scale e inferriate) che possano essere restaurati e ricollocati. Naturalmente, saranno cambiati tutti gli infissi (con caratteristiche in grado di abbattere i consumi energetici) e verranno rifatti gli impianti. Prevista anche l’installazione di un ascensore in acciaio e vetro, per il superamento delle barriere architettoniche.

Il restauro di Casa Bufalini riguarderà anche l’abside della chiesa di San Francesco, unico elemento sopravvissuto alla demolizione di metà Ottocento; dopo essere stato murato e inglobato all’interno del Palazzo, questo spazio era stato trasformato in due ambienti sovrapposti con la costruzione di un solaio intermedio. Con i nuovi lavori, l’abside recupererà l’antica fisionomia verticale, con l’eliminazione del solaio (che verrà sostituito da un ballatoio perimetrale in acciaio e vetro), mentre per consentirvi l’accesso sarà realizzato un percorso pavimentato in legno che attraverserà il cortile posto sul retro dell’edificio. 

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